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Stabilità, Filippone (Federazione Nazionale Gioco): "Serve accordo di filiera"

  • Scritto da Redazione

“Le regole tecniche delle Awp3 sono state a suo tempo elaborate da un gruppo di lavoro costituito da Adm, Sogei e guardia di finanza (Gatt) e sono state discusse e condivise in un tavolo tecnico di operatori, gestori, produttori e concessionari. Nell’elaborazione di tali regole, sono state introdotte particolari modalità costruttive per la massima sicurezza dell’apparecchio”. È partito da questo principio l’incontro al Mef tra il sottosegretario Pierpaolo Baretta e il presidente della Federazione Nazionale Gioco Pubblico, Ezio Filippone, il quale ha esposto le proprie argomentazioni sulla bozza del decreto di Delega fiscale. “A tutte queste nuove funzioni – afferma Filippo - che garantiscono alta affidabilità, possono prevedersi nuove e ulteriori funzioni di impiego della rete per incrementare ulteriormente il livello di controllo che il concessionario già oggi svolge. L’Awp3, infatti, deve essere considerata il punto di partenza di un processo evolutivo degli apparecchi nell’ottica di una strategia che punti a un più efficace e intenso controllo tramite la rete”.

LA FIGURA DEL GESTORE - Filippone è passato poi ad analizzare la figura del gestore nell’attuale mercato del gioco. “Il gestore è, infatti, l’imprenditore che, in forma individuale o societaria, compie un importante investimento con capitale proprio ed è l’unico soggetto della filiera che, grazie al suo radicamento sul territorio, è in grado più di chiunque altro di controllarlo. L'eccessiva sopravvalutazione del ruolo dei concessionari, così come appare dalle bozze di decreto, sembra accrescere soltanto la forza contrattuale dei concessionari, a discapito dell'operatività territoriale del gestore. Risulta quindi prioritario dare una nuova legittimazione ai gestori attraverso il riconoscimento giuridico del proprio ruolo e affidare loro nuove mansioni anche nell’ottica di una riqualificazione della filiera. Quest’obiettivo potrebbe raggiungersi attraverso il contratto di rete di imprese, uno strumento giuridico idoneo a creare nuove forme di raggruppamento dei gestori per generare nuovi modelli di business e per realizzare obiettivi, investimenti e ricerca che singolarmente nessuna impresa sarebbe in grado di realizzare. Nell’economia moderna, caratterizzata da una forte competitività, le singole aziende non possono più operare in maniera isolata e autosufficiente, ma devono diventare attori di una rete di partner. Se si scelgono i partner giusti e si individuano obiettivi comuni, la rete di imprese può diventare un importante player. A questo scopo, bisogna modificare l’impostazione tradizionale, gerarchica e verticale delle aziende, ripensare le strategie delle imprese e dei concessionari per conseguire il massimo sviluppo della filiera e il benessere di consumatori, imprese e dell’intero mercato”.

LA NORMA SUI 500 MILIONI - Infine, alla luce della sentenza del Tar Lazio sulla norma dei 500 milio della Stabilità, Filippone ha espresso la propria convinzione che “a questo punto, in previsione della scadenza del 30 aprile, sia necessario superare l’empasse del mancato versamento della tassa e cercare un accordo di filiera per evitare maggior danno da un’opinione pubblica e gran parte della politica che è negativa nei confronti del settore. A questo scopo sarà convocata nei prossimi giorni un’assemblea aperta di tutti i gestori alla presenza del Sottosegretario Baretta per fare il punto sulle migliori strategie da adottare”.

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