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Norma 500 milioni, Agcai: 'Sentenza Tar Lazio paradossale, Baretta sia garante'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

"Sembra davvero paradossale come il Collegio, in attesa di pronunciarsi sul merito della vicenda e quindi sulla debenza o meno di tali somme, abbia considerato non pregiudizievole privare di 200 milioni di euro un settore notoriamente in gravissima difficoltà economica, attanagliato da continui prelievi erariali e con in testa la mannaia di un decreto delegato, oramai prossimo alla sua stesura definitiva, che potrebbe dare il colpo di grazia a 5mila aziende già in ginocchio".

 

Questo il commento dell'Agcai, l'Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi d’Intrattenimento, alla decisione del Tar Lazio di respingere il ricorso degli operatori delle slot machine (concessionari e gestori), in cui si chiedeva la proroga della prima rata dela cosiddetta 'tassa' dei 500 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità.

 

INCOMPRENSIBILE GIUDIZIO BARETTA - Ma ancor più incomprensibile e ingiustificata per l'Agcai "risulta la dichiarazione resa, nella giornata di ieri, dal Sottosegretario Baretta dopo il rigetto della sospensiva adottato dal Tar del Lazio: 'Mi auguro che ora i concessionari, i gestori e gli esercenti, diano corso al pagamento, confermato dal Tar, della prima rata di 200 milioni senza ulteriori ricorsi. Questo potrebbe consentire di affrontare il versamento della seconda rata, previsto per ottobre, con le nuove modalità e di arrivare alla sentenza prevista per il 1° luglio con soluzioni condivise'".

 

QUALE FUTURO PER IL COMPARTO? - Dinanzi a tali parole, commenta l'associazione, "viene naturale formulare una domanda: caro sottosegretario Baretta, qualora tutti gli operatori del settore volessero far fede all’impegno dell’addizionale da 500 milioni di euro non sottraendosi, come da Lei auspicato, al pagamento dell’ennesimo dazio richiestoci dallo Stato italiano, con quale spirito d’animo il singolo operatore potrebbe accingersi a sottoscrivere prestiti, mutui, etc … (necessari data l’attuale scarsezza di liquidità del comparto giochi) avendo la consapevolezza che, secondo le previsioni del decreto delegato a Lei tanto caro, a stretto giro sarà costretto a chiudere i battenti e a cessare quell’attività che potrebbe, invece, garantirgli gli introiti necessari per rispettare gli impegni finanziari presi in precedenza? Sarebbe disposto a fare Lei da garante? Chi ci assicura che potremmo continuare ad operare nel nostro settore da liberi imprenditori e non come semplici 'dipendenti' alla mercé di chissà quale grossa multinazionale o concessionario che sia? Forse ci converrebbe chiudere oggi con meno debiti?".

 

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