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As.tro su Tar Veneto: 'Ordinanze su limiti orari non risolvono i problemi'

  • Scritto da Redazione

“Non è di grande consolazione, ma almeno la giurisprudenza inizia a capire che le ordinanze sui ‘limiti orari di accensione degli apparecchi da gioco lecito’ non risolvono i problemi che si prefiggono di affrontare”.

Lo sottolinea l’associazione As.Tro, commentando la sentenza del Tar Veneto che ha puntualizzato, riferendosi all’ordinanza sindacale del comune di Schio, la differenza tra legittimità ‘formale’ del provvedimento e ‘efficacia sostanziale della scelta amministrativa’, analizzando le relazioni della locale Azienda Sanitaria, alla luce dell’attuale situazione economica del paese.

“L’orientamento adottato dal Tar nell’ordinanza è particolarmente ‘formalistico’, in quanto è raro che si ‘salvi’ un provvedimento amministrativo per la sua sola legittimità di forma, nonostante sia evidente la sua inidoneità in concreto a raggiungere lo scopo, da ciò derivando la sostanziale ‘evitabilità’ dei sacrifici richiesti agli interessi privati, la cui compressione, per l’appunto, non serve ad attutire gli effetti della crisi economica, e la prevenzione dei fenomeni di dipendenza dal gioco. La valutazione del Tar, tuttavia, non pare potersi relegare ai soli commenti ‘pseudo-moralistici’. Un atto amministrativo formalmente legittimo ma iniquo, ingiusto, inefficace, e soprattutto comportante una inutile contrazione della libertà di impresa e della raccolta Erariale statale costituisce un nuovo ‘genere’ di azione amministrativa, di cui presto o tardi dovrà iniziarsi ad occupare la Magistratura Civile, e forse quella Contabile. La ‘legittimità’ dell’atto così chiaramente circoscritta al perimetro della sola ‘formalità’, parrebbe ‘studiata’ per lasciare ancora aperte due strade: l’indagine della Corte dei Conti sugli effetti erariali dell’iniziativa del Sindaco, e l’istanza di risarcimento degli operatori, condannati ad un sacrificio tanto elevato quanto ‘palesemente inutile’. Il monitoraggio della vertenza nei successivi gradi di giudizio potrà consentire un maggiore approfondimento sugli ipotizzati nuovi scenari giudiziari”, conclude l’associazione.

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