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As.tro scrive a Il Giorno: '43mila euro per mappare le slot a Pavia una follia'

  • Scritto da Gt

Un progetto di 43mila euro per mappare le slot nel Comune di Stradella in provincia di Pavia quando la 'impresa' costerebbe appena 95 centesimi di euro? A fare luce sulla questione l'associazione Assotrattenimento e Sistema Gioco italia tramite il loro rappresentante Massimiliano Pucci che ha scritto una lettera aperta al direttore de Il Giorno che ha a sua volta lasciato emergere questa storia.

Ecco la lettera: “Egregio Direttore, dalla lettura di un articolo della cronaca di Pavia del 28 luglio scorso, a firma della dottoressa Ravizza, abbiamo appreso dell’esistenza di un dibattito sul tema della “lotta al gioco patologico” che interessa in Comune di Stradella. Il tema specifico è il progetto di mappatura delle slot dal costo di 43 mila euro.
Sul tema, Assotrattenimento2007- Sistema Gioco Italia, associazione di rappresentanza degli operatori del gioco lecito, vorrebbe apportare un contributo di conoscenza e di riflessione, e, possibilmente di approfondimento.
Con un fax dal modico costo di 50 centesimi, ogni comune può chiedere alla Direzione regionale dell’A.D.M. (ottenendola gratuitamente) la mappatura degli apparecchi leciti installati nel rispettivo territorio, mentre, per la “mappatura” dei locali in cui i congegni leciti sono installati basta connettersi con il link “elenco soggetti” del sito www.aams.gov, stampando la lista delle location censite dall’Amministrazione Finanziaria come punti vendita di gioco lecito. Costo totale non superiore ai 95 centesimi, carta compresa, durata complessiva della “impresa” 30 minuti, con personal computer funzionante.
Il progetto descritto nel sopracitato articolo, presentato dal Comune di Stradella, in collaborazione con organizzazioni di volontariato, quantifica questa operazione in 43 mila euro, e in 12 mesi la durata dell’operazione.
Solo per “onor di cronaca” si ricorda l’impatto complessivo del primo anno di vigenza della Legislazione Regionale Lombarda sul gioco, chiaramente desumibile dall’incremento del numero dei malati di G.A.P. presi in carico dai Sert (+42%), dalla riduzione del parco slot sul territorio (- 8000 congegni, con 11 attività professionali dismesse), dalla riemersione del gioco illegale (scommesse abusive e apparecchi non autorizzati).

Con questa nota, AS.TRO rappresenta una preoccupazione “civile e civica” per l’utilizzo “apparentemente” strumentale a cui viene sottoposto il tema della lotta al gioco patologico, ma soprattutto per l’insorgenza di profili di carattere “economico” con cui inizia a “colorarsi” l’attivismo del c.d. volontariato di prossimità alla lotta contro il gioco (legale) concertato con i Comuni.
In Italia nessuna Istituzione ha mai messo in campo dei “milioni” di euro per “la prevenzione” al gioco patologico, e persino le campagne nazionali su fenomeni a rilevanza epidemiologica “spaventosa” stentano a raggiungere dette cifre.
Se veramente fosse questo il vero scopo di tale progetto, e se le singole iniziative fossero “serie e professionalmente coordinate con scuole-università-servizi sanitari e sociali- e industria”, l’esito positivo sarebbe talmente scontato da poter già “brindare” ad una vittoria che nessuna campagna sociale ha mai raggiunto in Italia.
Il timore, invece, che di prevenzione ci sia “poco”, diventa concreto analizzando il progetto in commento.
La sensazione che di prevenzione ci sarà “pochissimo” diventa attuale se si pensa che la Giunta Regionale non ha neppure ipotizzato una centrale professionale di coordinamento e verifica tecnica sulla “sorte” di tutti questi denari (complessivamente 3 milioni di euro).
Lo scoramento civico si aggrava laddove diventa verosimile che tramite il denaro pubblico si costruisca l’ennesima “professione virtuale” , ovvero quella dell’anti-gioco lecito”.

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