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Liguria: il Tar rilancia la guerra alle slot, ‘Dal 2017 via dai locali’

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

La recente pronuncia del Tar ligure ribalta la situazione della sale da gioco sul territorio e riaccende il dibattito.

 

La Spezia - Nel 2017 scadranno le autorizzazioni di molte sale vlt e non potranno più essere rinnovate. Inoltre "dovranno essere rimosse anche tutte le macchinette dai bar e tabaccai". Lo ricorda l’assessore al Commercio del Comune di La Spezia, Corrado Mori, commentando la pronuncia del Tar ligure dei giorni scorsi contro l’apertura di alcune sale da gioco e rilanciando la ‘guerra’ dell’amministrazione locale al gioco pubblico. Nell’intervista pubblicata sul quotidiano ‘Il Secolo XIX’, l’assessore aggiunge che “lo stesso vale anche per le sale presenti nella zona di esclusione del centro storico e Migliarina prevista dal nuovo regolamento del commercio comunale. Come si sa non ne possono aprire nuove ma nel 2017 quelli esistenti cesseranno”. Un cattivo auspicio per gli operatori del settore e per gli addetti ai lavori del comparto e al tempo stesso un ‘risultato’ politico, a quanto pare degno di vanto, per gli amministratori locali che hanno avviato un’autentica battaglia contro il gioco.


LA SITUAZIONE IN LIGURIA  - La problematica delle sale da gioco sul territorio torna di attualità dopo la pronuncia diffusa nella giornata di ieri del Tar della Liguria che ha legittimato la posizione del Comune della Spezia rigettando la richiesta di sospensiva delle sale gioco contro l’ordinanza di chiusura emessa dal Comune lo scorso agosto, sovvertendo in questo modo anche la precedente pronuncia che, al contrario, aveva fatto riaprire quattro sale da gioco. I fatti risalgono all’estate scorsa quando palazzo Civico fece chiudere con un’ordinanza sette sale slot che non rispettano le distanze di 300 metri da luoghi sensibili definiti dall’amministrazione evidenziando anche la mancanza dell’autorizzazione comunale. Un provvedimento previsto dalla Legge regionale del 2011. Tre gestori però impugnano la decisione chiedendo e ottenendo una sospensiva che li fa riaprire con un provvedimento cautelare urgente. Lamentando anche l’incostituzionalità della norma ligure oltre alla comunicazione di fatto al Comune dell’avvio dell’attività mediante lo Scia considerato sostitutivo di tutto il resto. I giudici amministrativi però hanno ora rigettato la tesi ritenendo “meritevole di tutela nel bilanciamento degli interessi la finalità sociale perseguita dal Comune”.

 

 

 

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