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Stabilità, As.Tro: 'Serve confronto tecnico fra Governo e settore del gioco'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

L'associazione As.Tro commenta il riordino del settore dei giochi anticipato dal sottosegretario Baretta

 

"Le indiscrezioni di settembre sugli 800 milioni sono state smentite, ma oggi se ne affacciano altre, sull’ordine del miliardo, e l’assenza di riferimenti oggettivi a cui agganciare questo maggior gettito (Preu ? Riduzioni Ricavi? Una tantum? ) rende la situazione ancora più incerta". L'associazione As.Tro commenta così le novità sul settore dei giochi anticipate dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta nella sua audizione alla Commissione Finanze della Camera

 

 

"In assenza di riordini del sistema pubblico di gioco, nessuna risorsa aggiuntiva può essere ricavata da razionalizzazioni e ri-equilibri complessivi sui prodotti di gioco, ma solo inasprendo le pressioni fiscali. Per certi versi ogni settore può sempre adeguarsi alla tassazione, soprattutto in un Paese dove la leva fiscale è, per antonomasia, recessiva e mai propulsiva di sviluppo. Per il gioco lecito, tuttavia, la coperta è, oltre che corta, già strappata in vari punti", si legge ancora nella nota di As.tro.

 

 

GIOCO GIA' LIMITATO DAI COMUNI - "Cento Comuni e sette Regioni già limitano operativamente gli apparecchi da gioco, e anche prescindendo dai giudizi di merito e legittimità su tali restrizioni (e dagli effetti reali e controproducenti che generano), non si può far finta di non conteggiarli.  'X' apparecchi espulsi dai territori urbani e 'Y' ore di interdetto esercizio ai superstiti congegni generano inevitabilmente una contrazione di raccolta, di ricavi, di occupazione, e quindi di gettito tributario e contributivo, così come accade per qualsiasi altra industria e qualsiasi altro prodotto.
Non si può certo pretendere che tutti i giocatori d’Italia si diano appuntamento quotidiano nel territorio in cui la slot lecita può essere installata e operare, e quindi il circuito legale è inevitabilmente condannato a restringere il suo campo d’azione, sino a limiti non prevedibili, posto che un numero molto elevato di Amministrazioni Comunali intendono emulare (nonostante gli effetti controproducenti sopra invocati) quelle interventiste”.
 

SETTORE NELL'IMPASSE - Detta situazione genera un duplice profilo di sconforto, commenta l'associazione: "Da un lato vi è certezza sul fatto che difficilmente il settore riuscirà a spremere aggiuntive risorse da se stesso, e dall’altro lato non si avrà neppure la soddisfazione di aver consentito all’Erario di traguardare un obiettivo importante per il Paese. L’uscita da questo impasse non può che essere quella di ricercare un confronto tecnico col settore, reperendo percorsi di razionalizzazione distributiva che traguardino le esigenze dei territori, mantenendo un circuito economico in grado di adempiere ai propri compiti istituzionali. Il gioco non è mai questione semplice, e tutti i tentativi di semplificazione che si sono tentati di attuare, sottraendosi ad una riflessione di sistema, sono sempre naufragati".
 
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