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As.Tro: 'Basta numeri a caso, ok l'indagine del Ministero'

  • Scritto da Gt

As.Tro commenta l'affidamento al Ministero della Sanità dell'indagine sulla ludopatia per mettere la parola fine al balletto dei dati. 

 

“Un po’ di certezza scientifica è non solo la benvenuta dall’industria, ma da tutte le strutture pubbliche che si candidano a fornire cure sanitarie ai malati di G.A.P., la cui quantificazione è atto preliminare per l’organizzazione del servizio e la pianificazione del relativo budget”. E' il commento dell'associazione As.Tro alla notizia dell'affidamento all'Istituto superiore di sanità, la massima espressione “tecnica” del Ministero della Salute, in totale autonomia da interessi di ideologia o industria, la stesura della indagine epidemiologica sulla ludopatia in Italia.

“L’istituto potrà avvalersi della collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, recentemente cementificata da un accordo quinquennale di scientifica contribuzione, ma l’autonomia dell’Istituto sarà comunque garantita dalla responsabilità esclusiva che connoterà i propri atti – prosegue As.Tro - un inizio dell’operazione – chiarezza e della rimozione dei numeri “a caso” dettati dai sentori, dalle percezioni, dalle proiezioni derivate da dati di partenza non verificati né accreditati scientificamente.
E ancora: “Nel salutare positivamente l’iniziativa, ci si augura solo che gli esiti delle ricerche non arrivino troppo tardi per comprendere la reale situazione in Italia, Paese che vede un bacino di utenza di oltre 27 milioni di persone che gioca senza alcun risentimento patologico, né conseguenza sanitaria, perfettamente in grado di governare “l’irresistibilità” che connoterebbe la pericolosità intrinseca del prodotto-gioco lecito. Comuni – Regioni – movimenti sono quotidianamente artefici di indici di “gravità” socio-sanitaria attribuiti al “gioco” (senza distinguere tra lecito e illecito), e spesso indicano percentuali di aumento della “malattia” del 100% anche quando si passa da un malato a due, preso in carico dai servizi sanitari”.
 

 

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