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Stabilità 2016, As.Tro lancia appello al senso di responsabilità

L’associazione acquista una pagina sui principali quotidiani nazionali per lanciare il suo appello.

“Le imprese ‘sane e normali’ si preoccupano di difendere la parte ‘buona’ della loro realtà, che non è solo il bilancio: l’occupazione generata e mantenuta, gli investimenti costantemente realizzati, la fiducia sempre riposta nei giovani laureati, sono valori ‘oggettivi’, che prima di distruggere con una legge di stabilità, vanno almeno conosciuti da tutti”. Lo sottolinea As.Tro, che allo scopo ha acquistato una pagina sui principali quotidiani italiani, tra cui Repubblica, Sole 24 Ore e Messaggero, come “testimonianza ai giovani ingegneri, esperti aziendalisti, creativi e manutentori, ai quali si conferma il ringraziamento per il loro entusiasmo profuso nelle nostre 6000 imprese e la volontà associativa di tutelare la loro posizione”.

Nella pagina, una lettera aperta dal titolo ‘La responsabilità non è un gioco’, As.Tro afferma: “Ci sentiamo responsabili di 120mila posti di lavoro, di 6mila aziende del settore slot, per il rischio chiusura di molti dei 100 mila esercizi pubblici che creano occupazione anche grazie alle slot, ma anche degli oltre 6 miliardi di euro che entrano nelle casse erariali con il settore slot e che potrebbero venire a mancare, gravando sugli italiani con altre imposte. È evidente che il settore del gioco legale stia attraversando un periodo di grave incertezza - evidenziano dall’Associazione - ed è per questo che riteniamo di dover ricordare un principio semplice ma basilare: la responsabilità non è un gioco". Un senso di responsabilità, sottolinea Astro, "che si tramuta in dovere, difendendo posti di lavoro, legalità e giocatori, esaltando il concetto di divertimento e creando le condizioni per evitare il rischio di dipendenza".
"Da molto tempo invochiamo una riduzione dell’offerta di gioco - ricordano ancora da Astro - e se ci sarà da ridurre il numero di slot saremo i primi a farlo. Ci sentiamo responsabili perché tutto ciò che è legale impone grandi responsabilità - concludono - E lo siamo perché abbiamo scelto di esserlo. Chi pagherà i 6 miliardi di euro che lo Stato perderà dal suo gioco legale e controllato? La legge di stabilità può spazzare via tutto questo. Vi sembra una cosa responsabile?".
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