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Verona (As.Tro): 'Un nuovo concetto di distanziometro per la Regione Toscana'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'associazione As.Tro incontra l'amministrazione comunale di Prato e lancia una proposta anche per un nuovo distanziometro regionale sul gioco in Toscana.

Anche il Comune di Prato, prima di adottare misure sul gioco, valuterà con attenzione 'Un gioco buono anche per il territorio', il progetto As.Tro che ieri 26 settembre è stato illustrato ai rappresentanti dell'amministrazione da Lorenzo Verona, vice presidente con delega al territorio. Ma l'incontro di ieri, al quale ha preso parte anche la responsabile dell'Anci Toscana Simona Neri, è stata occasione, per l'associazione, anche per lanciare una nuova proposta di distanziometro regionale: “In materia – sottolinea a Gioconews.it Verona – abbiamo chiesto di cambiare l'approccio, con una duplice opzione. Per l'apertura di nuovi negozi di gioco dedicati, abbiamo chiesto un distanziometro di 500 metri da quelli già presenti, in maniera che non si infittisca la presenza sul territorio ma che le nuove sale non vengano isolate in zone industriali o in periferie estreme. Per quanto riguarda invece bar e tabacchi abbiamo chiesto di puntare su un concetto di prossimità, a scuole di secondo grado e istituti ecclesiastici”.

La rappresentante dell'Associazione del comuni ha affermato che vaglierà la proposta As.Tro, “che parte – ribadisce Verona – da un presupposto: amministrazioni locali, Asl e industria devono confrontarsi perché si raggiunga l'obiettivo primario che è quello della salvaguardia della salute pubblica, ma anche perchè l'industria lecita non venga mortificata”.

LA SINTESI DEL PROGETTO – Sotto la lente a Prato, inoltre, il progetto su misure per il gestore 'Un gioco buono che per il territorio', che parte dal presupposto che pensare di ridurre il gioco, senza rinunciare ai livelli attuali di gettito è impossibile. “A ciò - si legge in una nota di Verona - si aggiunge che ogni ipotesi di riduzione coatta di un prodotto affidato in concessione con determinate regole distributive, finisce per impattare sulla tenuta legale del rapporto concessorio modificato in corso l’opera. Da qui, lo stallo in Conferenza stato-regioni-enti locali.

Tutto potrebbe allora essere rinviato alla nuova concessione (anno 2022), con l’effetto di lasciare al proprio destino (leggasi espulsione dai territori), tutte quelle porzioni di rete generalista e dedicata che – col passare del tempo – dovessero:  cambiare gestione (dell’attività o delle rete telematica), superare il quinquennio di vigenza della rispettiva autorizzazione, rispetto all’entrata in vigore delle leggi regionali.

Ciò porterebbe ad un impatto erariale, che, per il 2017, si limiterebbe al solo Preu raccolto in Liguria dopo il 25 aprile 2017 (circa 200 milioni di euro), unitamente al rinvio del bando (aggiustamento contabile). A regime, tuttavia, il peso dell’inerzia sul gettito si proporrebbe con cifre più importanti, ed è quindi verosimile che sia il 2018 l’anno entro il quale si saprà il vero destino degli apparecchi da gioco lecito. Nel 2019, infatti, le 266.000 Awp Remote (già legislativamente fissate) potrebbero trovare una allocazione più discreta in un lotto di location ridotto, ma idoneo alla copertura del territorio, senza dover incidere sui rapporti concessori, ma semplicemente aggiustando i meccanismi commerciali (leggasi eliminazione del gestore e agio fisso al punto vendita, all’interno di un ridotto margine tra minimo e massimo).
Se il mancato accordo Stato-Enti Locali significa rinvio di una soluzione di espulsione formale del gestore, ma lenta agonia sino al 2018, come usare il tempo a disposizione è una scelta industriale fondamentale per la categoria dei proprietari di Awp.
L’approccio di As.Tro resta industriale, e denunciando l’impatto della pretesa erariale sui livelli qualitativi della distribuzione di gioco terrestre, propone 'Comune per Comune', dalle città grandi ai piccoli Paesi di realizzare subito un nuovo gioco direttamente concordato tra rappresentanza imprenditoriale e istituzioni locali.
Lo scopo del progetto è far conoscere ai sindaci l’esistenza di un nuovo gioco che solo i gestori (o quanto meno molti di essi) possono allestire, e nei confronti dei quali non vi è ragione di adottare restrizioni severe agli orari e alla distribuzione. Perché solo i gestori? Perché solo il gestore ha interesse a disinnescare subito il 'conflitto' tra Stato ed Enti Locali, per recuperare nel suo territorio una dimensione di imprenditore 'accettato', che gli consenta di presentarsi, nel 2018, come operatore artefice di un modello di installazione/gestione delle Awp già concordato con i Comuni. Saranno quindi i Comuni ad adoperarsi per mantenerlo in quanto il gioco si sarà ridotto-riqualificato-professionalizzato, in termini sostenibili per le aziende di gestione, ma con parametri difficilmente esportabili ad altri modelli aziendali.
Alcuni Comuni hanno già accettato “la proposta”, e altri 100 la stanno valutando dopo averla ricevuta: As.Tro raggiungerà, una percentuale di municipalità che ci auguriamo si riveli sufficiente, ma la forza che gli associati conferiranno alla propria categoria potrà elevare detta percentuale.
Provare a vincere da imprenditori è sempre meglio che investire gli ultimi risparmi per ritornare artigiani di quella macchinetta, che pretende di incassare come una slot, ma di chiamarsi videogioco o altro”.
 
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