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Blitz anti-totem: As.Tro 'Primo passo verso tutela della legalità'

  • Scritto da Redazione

L'avvocato Isabella Rusciano dell'associazione As.Tro interviene sull'operazione di Bolzano contro i totem e ribadisce l'importanza di tutelare la legalità.

 

 

In merito alla recente operazione, condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Questura sul territorio di Bolzano, non si conoscono dettagli 'tecnico-giuridici' in grado di approfondire la celebre questione dei totem che, per alcuni, sono “apparati per la vendita online di servizi” tutelati da norme ‘supreme’ e che, per altri, invece, coincidono con gli innovati precetti dell’articolo 110 Tulps". Lo sottolinea l'avvocato Isabella Rusciano di As.Tro.

 

"Esaminando i resoconti stampa sull’accaduto (e col relativo beneficio di inventario), si evince tuttavia una novità rispetto alle casistiche dei sequestri di totem precedentemente censite. Ci si riferisce, in particolare, alla presenza del sequestro patrimoniale disposto sui beni dei soggetti ritenuti responsabili delle violazioni accertate (non si sa se penali o amministrative e, soprattutto, non si sa se penali-tributarie, o penali e relative all’articolo 718 c.p. s.s.)", prosegue il legale.

Il punto di partenza logico che trapela, sembra essere "di stringente linearità: indipendentemente da cosa sono quegli apparecchi, i medesimi generano dei ricavi che nessuno si è premunito di contabilizzare fiscalmente, ciò generando evasione fiscale, fenomeno suscettibile di una progressione di anti-giuridicità che va dall’amministrativo al penale, a seconda degli importi raggiunti. La via semplice ha quindi consentito di aggredire i beni dei soggetti o società ritenute coinvolte, in quanto l’evasione fiscale (sia la piccola che la grande) legittima misure cautelari di tipo patrimoniale a tutela della riscossione delle somme di spettanza pubblica. Inutile sottolineare l’importanza di questa evoluzione nel percorso di contrasto al gioco (ritenuto) illegale, idonea di per sé a sconfessare alcune radicate credenze, in virtù delle quali il rischio di sequestri e sanzioni è sempre compensato dal lucro medio tempore realizzato con il prodotto (difendibile o meno che sia il prodotto stesso).

Laddove intervenga il sequestro dei tuoi beni immobili e mobili (e quindi anche conti correnti), il livello di rischio non diventa più compatibile con nessuna realtà di tipo aziendale, e si manifesta appannaggio delle sole entità clandestine votate alla pura illegalità.

Un messaggio forte che relega le alchimie legali in secondo piano, e che finalmente mette al cospetto di una scelta: chi intraprende questa scelta di prodotto si scorda l’azienda, e deve prepararsi a vivere da inseguito, col rischio di non riuscire nemmeno a spendere i denari che dovesse riuscire a procacciarsi".

 

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