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Cagliari: 3 anni di reclusione a gestore per mancato versamento Preu

  • Scritto da Redazione

Pesante condanna per peculato da parte del tribunale di Cagliari per un gestore che non aveva versato il Preu.

 

Il giudice del Tribunale ordinario di Cagliari condanna un gestore alla pena di 3 e mesi 4 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed interdizione dai pubblici uffici.
Il Gup ha condannato, inoltre, l'imputato al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita da Admiral Gaming Network, liquidati in 180.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

Il gestore è reo di essersi appropriato con più azioni esecutive di oltre 269mila euro pari al versamento del Preu che avrebbe dovuto effettuare e di cinquantasei punti d'accesso comprensivi di relativi cavi, connettori e antenne, tutti di proprietà del concessionario.

Oltre a ritenere “pacifico e ampiamente documentato, oltre che non contestato” che il gestore non avesse riversato al concessionario la somma dovuta a titolo di prelievo erariale unico “il giudice osserva che correttamente il Pubblico ministero ha qualificato la condotta ascritta all'imputato in termini di peculato, delitto del quale ricorrono tutti gli elementi costitutivi”. Il gestore infatti “rivestiva la qualifica di incaricato di pubblico servizio (…), trattandosi di soggetto che prestava servizio pubblco anche se non legato a un rapporto di impiego con un ente pubblico”. Inoltre il giudice evidenzia “quanto alla natura del denaro” di cui il gestore si è appropriato, “occorre sottolineare come l'importo delle giocate, almeno nella parte destinata al Preu fosse, automaticamente, di pertinenza dell'amministrazione finanziaria”.

Il giudice del Tribunale ordinario di Cagliari condanna un gestore alla pena di 3 e mesi 4 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed interdizione dai pubblici uffici.

Il Gup ha condannato, inoltre, l'imputato al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita da Admiral Gaming Network, liquidati in 180.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

Il gestore è reo di essersi appropriato con più azioni esecutive di oltre 269mila euro pari al versamento del Preu che avrebbe dovuto effettuare e di cinquantasei punti d'accesso comprensivi di relativi cavi, connettori e antenne, tutti di proprietà del concessionario.

Oltre a ritenere “pacifico e ampiamente documentato, oltre che non contestato” che il gestore non avesse riversato al concessionario la somma dovuta a titolo di prelievo erariale unico “il giudice osserva che correttamente il Pubblico ministero ha qualificato la condotta ascritta all'imputato in termini peculato, delitto del quale ricorrono tutti gli elementi costitutivi”. Il gestore infatti “rivestiva la qualifica di incaricato di pubblico servizio (…), trattandosi di soggetto che prestava servizio pubblco anche se non legato a un rapporto di impiego con un ente pubblico”. Inoltre il giudice evidenzia “quanto alla natura del denaro” di cui il gestore si è appropriato, “occorre sottolineare come l'importo delle giocate, almeno nella parte destinata al Preu fosse, automaticamente, di pertinenza dell'amministrazione finanziaria”.

 

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