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As.Tro: 'Regione Lombardia, Gap su del 34% in un anno'

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.Tro commenta i dati diffusi da Federserd sulla diffusione del Gap in Lombardia dopo l'entrata in vigore della legge regionale.

 


"La Lombardia è il territorio in cui vige la legge più restrittiva per l’esercizio degli apparecchi da gioco lecito ed è anche il contesto in cui sono state emanate le più diffuse ed incisive restrizioni orarie all’accensione degli apparecchi (superate solo di recente dai provvedimenti 'abolizionisti' di Napoli e Firenze).
La recente divulgazione dei dati Federserd fotografa il Gap come malattia che impegna i Servizi contro le dipendenze, insediati nelle strutture sanitarie pubbliche, in ragione di circa 13mila utenti, con un incremento rispetto all’anno precedente del 34 percento, poichè il 66 percento dei pazienti ancora trattati sono entrati in cura in precedenza". Lo sottolinea, in una nota, l'associazione As.Tro.

 

I DATI - "Il dato medio della diffusione epidemiologica si attesta quindi su una percentuale di popolazione maggiorenne dello 0.02 percento (in realtà sarebbe meno per via dei molti stranieri che aumentano la base di popolazione, ma la percentuale è già significativamente bassa così), ma soprattutto è il trend 'medio-nazionale annuo' di crescita di malati che si attesta sul dato del 34 percento.
La regione che si discosta da questo dato medio, performando una ben più alta percentuale è la Lombardia, che, come si sa, è passata ai 2117 malati di Gap presi in cura nel 2015, partendo da una base ante-distanziometro metrico e orario di 1564 pazienti. Non ci sono leggi scientifiche in grado di conclamare il nesso di causalità naturale tra 'le restrizioni' e le 'percentuali più elevate' di aumenti di Gap (benché siano molteplici gli alert che dovrebbero farlo almeno sospettare, prima tra tutte le inevitabili 'accentuazioni acute' delle prassi di gioco dell’utenza costretta a condensare in tempi rigidi e prestabiliti quello che dovrebbe essere un divertimento a spontanea fruizione). Sicuramente, però, il dato di Federserd conclama l’inefficacia sanitaria delle restrizioni e l’impossibilità di proporle come rimedio di qualche utilità preventiva o curativa", si legge ancora nella nota.
 
"In un contesto politico agitato come quello in cui si vive, in cui spesso si rimprovera alla classe dirigente di non prestare sufficiente attenzione ai profili della concretezza e dell’utilizzo delle risultanze scientifiche per fondare decisioni importanti, bisogna quindi avere il coraggio di denunciare chi sovverte l’esito delle osservazioni sui territori: più sono elevate le restrizioni (soprattutto quelle orarie), più il Gap aumenta: se poi si combinano i divieti di accensione ai divieti di nuova istallazione 'camuffati' (perché in realtà perseguono l’obiettivo di progressive espulsioni degli apparecchi da gioco), ecco che l’effetto si amplifica e raggiunge l’obiettivo della Lombardia.
La scienza è questa, e benché siano tanti i sacerdoti del sapere (non scientifico) che affermano l’opposto ('le restrizioni metriche e orarie sono un baluardo a tutela della prevenzione contro il Gap'), tale resterà, a nulla valendo il fatto che i 'sacerdoti citati' appartengano trasversalmente a tutti gli schieramenti e colori politici.
Ciò che provoca aumento della malattia non può essere il vaccino per prevenirla", conclude As.Tro.
 
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