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Negro (As.Tro): 'Legge Gap Piemonte, tutelare legalità e lavoro'

Mario Negro, presidente onorario di As.Tro, chiama a raccolta il settore del gioco a Torino il 3 aprile per scongiurare effetti della legge sul Gap del Piemonte.

 


“La rete distributiva degli apparecchi da gioco lecito annovera in Piemonte quasi 6.500 punti vendita, collocati, per la stragrande maggioranza, all’interno di quei luoghi che la legge regionale definisce 'aree sensibili' e che, quindi, inizierà a 'de-slottizzare', a partire dal prossimo autunno, sino alla totale eliminazione dell’offerta.
I millecinquecento lavoratori delle aziende di gestione – distribuzione – manutenzione degli apparecchi risulteranno pertanto 'superflui', così come le sale e tutti quegli esercizi commerciali, che senza l’integrazione reddituale derivante dal gioco lecito non possono proseguire l’attività.
Non ho mai preteso di far accettare l’apparecchio lecito come se fosse un congegno salutare, ma non ho mai sopportato che tramite la disinformazione sul gioco si trasformasse una forma di intrattenimento, che in altri Paesi non suscita alcuna problematica socio-sanitaria, in una piaga nazionale da espellere, ovvero, a giorni alterni, da tassare sempre più aspramente”.

 

Lo sottolinea Mario Negro, presidente onorario dell'associazione As.Tro, nel presentare “30 settembre 2017. La fine del gioco lecito”, l'evento che il prossimo 3 aprile vedrà riunirsi i rappresentanti del settore al Salone dell’Automobile di Torino.
 
Un appuntamento "in cui si cercherà di spiegare che l’apparecchio da gioco lecito non è 'un oggetto indefinito che crea miliardi di fiscalità dal nulla', ma che presuppone aziende, lavoratori, punti vendita, bar e tabacchi, e che – contrariamente ad altri servizi – necessita di una grande componente di lavoro umano che il circuito industriale mantiene con enormi sacrifici”.
 
Un evento fondamentale in vista della futura scadenza delle autorizzazioni prevista dalla legge regionale del Piemonte, in materia di apparecchi da gioco lecito, che “si propone di cancellare la 'legalità' da una parte considerevole del gioco, chiamando 'disciplina' una norma che, in realtà, espelle un fenomeno che in Italia ha richiesto 30 anni di dibattito prima di affermarsi: la possibilità di offrire ai cittadini delle occasioni di intrattenimento –nei bar e nelle sale - controllate, verificate, massicciamente tassate, ma soprattutto 'sostitutive' rispetto a ciò che – prima del 2004 – veniva proposto in bar, tabacchi, sale giochi, ovvero quei videopoker che nessuna normativa sottoponeva a controlli sicuri e prelievi erariali certi”, ricorda Negro.

“Per questo motivo all’evento di Torino sono stati invitati politici locali e nazionali, testate locali e testate nazionali, ma soprattutto gli operatori, le rispettive maestranze e gli esercenti.
Le diverse migliaia di posti di lavoro che il settore garantisce al Piemonte non possono essere trattate come 'caldaie da rottamare perché inquinanti', non possono essere strumentalizzate per motivi di visibilità pubblica, non possono essere trattati come diffusori di una ludopatia che ancora aspettiamo di sapere – dopo 4 anni di allarme sociale – quanto è effettivamente presente nei territori.
Per 4 anni, infatti, ci hanno proposto 'braccialetti elettronici' per il controllo dei ludopatici, monumenti alle vittime del gioco, ci hanno raccontato di fatturati del gioco confusi con la raccolta e, soprattutto, hanno cercato di convincerci che un italiano su 4 è un potenziale assassino per motivi di gioco: ora la verità cercheremo di dirla noi e, sperando che migliaia di persone intervengano all’evento, proveremo a restituire dignità ai volti e alle persone che nel comparto lavorano per presidiare un 'pezzo di legalità' e non certo per mettere a rischio la salute pubblica”, conclude il presidente onorario di As.Tro.
 
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