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Verona (As.Tro): 'Gioco, distanziometro e orari provvedimenti anacronistici'

  • Scritto da Vg

Il vice presidente As.Tro, Lorenzo Verona, sottolinea l'apporto che l'associazione darà nella modifica alla legge ligure sul gioco.

Torino - In Liguria “il presidente Toti e l’assessore Rixi hanno “ascoltato le nostre istanze, le nostre richieste, il nostro punto di vista” e “hanno avuto il coraggio di assumere una posizione diversa dall’orientamento della legge regionale”. Lo afferma il vice presidente As.Tro, Lorenzo Verona, nel suo intervento al convegno “30 settembre 2017. La fine del gioco lecito”, che oggi, 3 aprile, vede riunirsi i rappresentanti del settore al Museo nazionale dell’automobile di Torino.

“Da subito inizierà un tavolo di confronto per una possibile modifica a quella legge abolizionista del gioco legale" e As.Tro "sarà pronta come sempre a dare il proprio contributo a supportare le scelte con dati scientifici, seri, chiari e precisi e a fare le proprie proposte che consentano di limitare o meglio prevenire gli impatti negativi che in alcuni casi il gioco puo avere sulla società".

Verona si dice convinto che "uniti, riusceremo anche in questa regione, nel Piemonte, a far cambiare questo orientamento abolizionista che tra pochi mesi si abbatterà come una scure, per efficacia sulle nostre aziende,sui nostri bar,sui nostri tabacchi,sui nostri bingo,sulle nostre sale scommessa e sulle nostre sale Vlt".
Nel ricordare i tanti passi e le battaglie compiuti in questi anni, Verona sottolinea: "Abbiamo provato a spiegare che colpendo la slot, distanziandola o spegnendola in determinate fasce orarie, si sposta la domanda verso altri prodotti leciti mai interessati da provvedimenti restrittivi o peggio verso l’offerta illegale ed abbiamo fornito un ampia rassegna stampa su Bolzano e Genova stessa dove totem ed altri prodotti illegali ci hanno fatto tornare indietro di 13 anni... al momento in cui in Italia c'erano 800mila videopoker perlopiù controllati dalla malavita organizzata che non pagavano 1 euro di tasse".
LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA - "La tutela della salute pubblica faccio fatica a pensare che passi per l eliminazione di un prodotto della grande offerta di gioco o tramite la cancellazione di un intera categoria: i gestori e la sofferenza e mezza cancellazione per un'altra categoria: gli esercenti e i tabaccai".
Verona si dice inoltre convinto che "quella soluzione proposta in Conferenza Unificata non soddisfi nessuno ma anzi sia peggiorativa rispetto al modello attuale e che per tanto vada decisamente rivista" e riconosce: "effettivamente l’offerta di gioco è eccessiva nel suo complesso. L’industria,quella seria,quella responsabile,quella che vuole essere in complience con il territorio e non contro il territorio è pronta a ridurla. Sono mesi, forse anni, che come Astro chiediamo una riduzione orizzontale dell’offerta di gioco". Ma "una riduzione orizzontale non prevede l’eliminazione di un prodotto o di un intera filiera a discapito o favore di altri prodotti o altre filiere, prevede un passo indietro comune di tutti gli attori del gioco, una riduzione di tutti i prodotti da gioco. Ci sono troppe slot? Sì, è vero. Noi ci siamo opposti caldamente all’allargamento del contingentamento ma lo sappiamo,in quel momento c'erano i diritti Vlt in ballo e non siamo riusciti a fermarlo.Oggi basta tornare al vecchio contingentamento e ridurre il numero massimo di slot nei pubblici esercizi fino ad arrivare a 3-4 dimezzando addirittura il potenziale installabile attualmente che è di 8. As.Tro questo lo propone da anni".
IL PROGETTO AS.TRO - Verona ricorda inolre che "il nostro progetto 'un gioco buono per il territorio' lo abbiamo proposto in tutte le amministrazioni e anche al Mef".  In questo progetto "abbiamo espresso alcuni punti semplici: "Prevenzione mediante formazione ed informazione. Formazione degli esercenti con corsi specializzati affinche siano sempre il baluardo della legalità e i primi dissuasori di atteggiamenti compulsivi nonche i primi protagonisti per segnalare alle Asl eventuali soggetti problematici. Informazione per il giocatore, sui rischi del gioco e sull’atteggiamento che lo stesso deve avere nei confronti del gioco stesso,un atteggiamento responsabile e consapevole. Riduzione del numero delle apparecchiature fino ad un massimo di 3 o 4 nei pubblici esercizi ed eliminazione negli esercizi secondari. Individuazione all interno del locale di un area o zona dedicata al posizionamento delle slot che sia la meno impattante possibile rispetto all entrata ed al bancone. Maggiore cooperazione con le Asl e con le forze dell'ordine per innalzare i livelli di sicurezza in ogni punto vendita. Destinare una parte delle risorse provenienti dal gioco lecito ad opere socialmente utili(ambulanze,asilil,parchi pubblici etc etc etc)".
DISTANZIOMETRI E ORARI - Verona aggiunge: "Abbiamo provato a spiegare che nel 2017 i distanziometri e gli orari risultano se non altro provvedimenti anacronistici... nel mondo online non esistono luoghi sensibili od orari, lì si accede da ogni luogo ad ogni ora e quel mondo in fortissima crescita non potrà essere limitato con quegli strumenti pertanto finche quegli strumenti colpiranno il terrestre, sarà un bel regalo al mondo online; si sposta soltanto la domanda e quindi la ricchezza". Inoltre, l'effetto del distanziometro è "di concentrare il gioco nelle periferie creando delle vere e proprie zone rosse proprio laddove storicamente ci sono maggiori disagi. Oppure ha l’effetto completamente espulsivo e retrodatato come in Liguria, Piemonte e Puglia dove il gioco lecito verrà quasi completamente cancellato nei prossimi mesi se non riusciamo ad intervenire. Siamo anche certi che oltre a non avere nessuna incisività sul Gap (in realtà in Lombardia i malati sono aumentati dall’entrata in vigore della legge regionale) questi provvedimenti non risolvano neppure la 'questione politica' perche tolte le slot, si cambieranno gli slogan e le casacche e chi oggi dice no slot, domani dirà no lotterie istantanee, no Vlt, no bingo, no gioco online. Per evitare la concentrazione e la nascita fuori controllo di punti vendita dedicati al gioco bastava distanziare gli stessi l’uno dall’altro".
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