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As.Tro: 'Norme locali anti slot, spesa e Gap non calano'

L'associazione As.Tro evidenzia gli effetti delle norme anti-slot nel Trentino Alto Adige e in Italia.

"La conoscenza dei dati di gioco lecito inizia a svelare 'al pubblico' (tramite i quotidiani locali) gli effetti che le normative anti-slot hanno sortito - negli anni - nei rispettivi territori". Lo afferma in una nota l'associazione As.Tro, secondo la quale "le Province autonome di Trento e Bolzano hanno emanato – per prime in Italia – le discipline normative cosiddette espulsive, ovvero i distanziometri metrici di interdizione, nel cui raggio si è dovuto – inizialmente – rimuovere le Awp ospitate nei bar, - e poi- le Awp ospitate anche nelle altre tipologie di esercizi, ed infine cessare le attività di sala Vlt. Ebbene tali misure di progressiva espulsione hanno sempre cagionato, dal 2013 ad oggi, un aumento sia della raccolta complessiva di gioco pubblico che della spesa dei giocatori, da ciò derivando anche un inevitabile aumento dei malati di Gap. Dalle cronache locali che recentemente si sono cimentate nell’analisi dei dati di gioco emergerebbe però un altro dato: il fenomeno dello spostamento della spesa come fattore di vanificazione delle restrizioni applicate ai congegni Awp".

Secondo As.Tro si sono dunque osservate due precise dinamiche: "Il calo della raccolta e della spesa ad un determinato prodotto di gioco lecito, colpito da restrizione (nel caso specifico l’Awp nei bar e poi anche nei tabacchi), si trasforma in un aumento per un altro prodotto, e l’esito finale non è mai un pareggio, ma un innalzamento dei dati di gioco. Il re-indirizzamento della domanda è pertanto un costo che l’utenza ha dovuto sostenere orientandosi verso prodotti meno leggeri della Awp (che ha posta massima di un euro e vincita massima 100 euro, e quindi limitata capacità di “offrire” sia nel premio che nella riconquista della perdita). L’estendersi delle restrizioni – a livello nazionale – sul gioco terrestre, ha innalzato la quota di mercato del gioco on line, che oggi raggiunge circa il 22,19 percento della spesa, con trend di crescita costanti. Gli assunti in virtù dei quali proibire non cura (anzi rende il G.A.P. più insidioso e più facile da contrarre con prodotti illegali gestiti dalla criminalità), e che colpire solo il prodotto più light e diffuso (l’awp) comporta il re-indirizzamento della domanda verso prodotti più aggressivi (che innalzano la spesa), non sono più slogan associativi, ma dati oggettivi accessibili a tutti. Per questo motivo è doveroso ringraziare l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’accurata opera di divulgazione dei dati di gioco che ha avviato, unitamente alla dedizione con cui promuove la corretta lettura dei dati relativi alle singole voci significative del settore, in primis la spesa effettiva ai singoli prodotti e la indicizzazione dei trend annuali.Senza tali informazioni ufficiali chi ancora parla di fatturato di gioco confondendolo con la raccolta potrebbe ancora sfruttare la complessità di analisi dati per veicolare false credenze, e proporre false cure nei confronti del Gap, quasi tutte fondate sulle restrizioni metrico-orarie.Un dato lo forniamo anche noi: nessuna Regione in cui la legislazione locale, da sola o congiuntamente alle regolamentazioni comunali, abbia applicato restrizioni al gioco terrestre, e agli apparecchi leciti in particolare, ha sino ad ora comunicato che il numero di malati di gioco è calato nel territorio in cui le limitazioni sono state applicate. Zero assoluto! L’effetto realmente atteso da ordinanze orarie e distanze quindi qual è? Far calare il numero di malati di Gap (sino a renderli casi sporadici e non impattanti), o mantenerli tali per curarli in eterno a spese del fondo statale? Non è facile rispondere, ma sicuramente un dato oggettivo caratterizza l’Italia no-slot, da Bolzano a Milano, da Brescia a Torino, e via via in tutte le aree in cui parlare di gioco ha reso famose persone prima sconosciute: nessun territorio ha registrato cali nella incidenza locale del Gap e in tutti i territori i cittadini hanno complessivamente speso sempre di più al gioco. La pervicacia con cui si difende una strategia senza esiti inizia a generare sempre più domande".

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