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Curcio (Sapar): 'Garantire investimenti e regole uguali per tutti'

  • Scritto da Ac

Al convegno sul gioco legale alla Camera dei Deputati, Raffaele Curcio, presidente dell'associazione Sapar, chiede salto di qualità e normalità per il settore.

 


Roma - "Tutti noi, nel settore, auspichiamo di arrivare a una situazione di normalità come sostiene anche il sottosegretario Baretta, ma è evidente che è stata proprio la normalità la grande assente degli ultimi anni nella stesura delle regole e delle leggi che disciplinano il gioco legale. A partire dal processo di riordino del comparto che, ad oggi, si preoccupa esclusivamente del settore degli apparecchi, dimenticando completamente gli altri segmenti, a cominciare dall'online, che invece dovrebbe preoccupare di più visto che è quello preferito dai giovani e dalle future generazioni dei giocatori".


Lo sottolinea Raffaele Curcio, presidente dell'associazione Sapar, nel corso del convegno "Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore" ospitato oggi, 15 novembre, dalla Camera dei Deputati.


"Normalità significherebbe anche tenere conto degli effetti delle leggi che vengono emanate e di quelle che sono state fatte nel tempo: siamo di fronte a una prossima sostituzione del parco macchine dopo che era stata appena affrontata una precedente sostituzione. E significa anche imporre una tassazione sostenibile per le imprese - anche alla luce degli investimenti fatti, perché imposti - mentre invece è stata condotta una tassazione a dir poco selvaggia, che ha destabilizzato completamente le aziende", prosegue Curcio.
 

"Ora ci sentiamo dire che nel riordino si dovranno tutelare gli investimenti esistenti e ben venga: peccato che fino ad oggi ci siamo fatti beffe degli investimenti eseguiti. Tutto questo alla faccia della normalità qui richiamata e da tutti invocata. Noi siamo pronti ad eseguire il salto di qualità richiesto e auspicato dal sottosegretario, ma è opportuno che lo faccia insieme a noi, e meglio ancora prima di noi, il Legislatore: perché fino ad oggi si è andati in direzione opposta", afferma ancora il presidente dell'associazione Sapar.
 

"Esiste una percezione distorta del ruolo del gestore di apparecchi che vengono bistrattati rispetto ad altri soggetti e, per esempio, rispetto ai concessionari. Ma credo anche che la percezione che si ha del nostro mondo e del nostro lavoro sia stata comunque indotta allo scopo di gettare fango su questi tipo di attività, in favore di altri soggetti. Sono d'accordo sulla professionalizzazione continua con la quale devono misurarsi le nostre imprese e mi piace sottolineare quanto sia già stato fatto in questi ultimi anni, da parte delle imprese e in parte anche con la spinta delle associazioni che hanno cercato di accelerare il processo. Rimane però il problema di immagine delle nostre imprese nonostante sia proprio grazie alle aziende di gestione che si è riusciti a raggiungere determinati risultati in termini di contrasto all'illegalita e di contributo erariale", conclude Curcio.

 

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