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Cassazione: 'Omessi controlli su slot, nuovo giudizio per finanzieri'

  • Scritto da Fm

La Corte di Cassazione dispone un nuovo giudizio per tre finanzieri accusati di favorire clan di 'ndrangheta nei controlli di slot non collegate a Adm.

 Accogliendo il ricorso del Procuratore generale presso la Corte di appello di Milano, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza che ha assolto tre finanzieri accusati di aver accettato consistenti somme di denaro per omettere "di controllare gli esercizi commerciali ove erano situate le slot machines riconducibili alle società facenti capo all'associazione mafiosa ValleLampada o avvisare dei controlli in modo da permettere a ai suoi esponenti di collegare le slot machines alla rete dei Monopoli di Stato (le macchine erano altrimenti scollegate in modo da non far rilevare alcun guadagno rilevante ai fini fiscali)".

La Corte aveva ritenuto "non adeguata la motivazione con cui era stata ritenuta la responsabilità penale dei tre finanzieri, chiamati in correità dal loro maresciallo, sul rilievo che la affermazione di colpevolezza non appariva fondata su una piattaforma probatoria tale da superare la regola del giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio".


Secondo la Cassazione, il giudice di rinvio non ha "correttamente applicato i principi in tema di riscontri, secondo i quali in tema di chiamata in correità gli altri elementi di prova da valutare, ai sensi dell'art. 192, comma terzo, cod. proc. pen., unitamente alle dichiarazioni del chiamante, non devono avere necessariamente i requisiti richiesti per gli indizi a norma dell'art. 192, comma secondo, cod. proc. pen., essendo sufficiente che essi siano precisi nella loro oggettiva consistenza e idonei a confermare, in un apprezzamento unitario, la prova dichiarativa dotata di propria autonomia rispetto a quella indiziaria (Sez. 1, n. 34712 del 02/02/2016, Ausilio, Rv. 267528).
La Corte di appello non ha quindi soddisfatto le indicazioni della Cassazione laddove doveva superare il profilo della non attendibilità del maresciallo, per cui la sentenza sul punto deve essere annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Milano per nuovo giudizio".
 
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