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Corte d'Appello: 'Gioco, Comune Verona può sospendere funzionamento slot'

  • Scritto da Fm

La Corte d'Appello di Venezia conferma lo stop al funzionamento delle slot disposto dal Comune di Verona per sala gioco che ha violato più volte i limiti orari vigenti.

"La lettura coordinata degli articolo 7 bis e 50 del Tuel, dell'articolo 20 della legge regionale del Veneto n° 6/15 e dell'articolo 10 del Tulps consente di affermare che il Comune è competente non solo a regolare gli orari di apertura e funzionamento delle sale giochi e degli apparecchi per la vincita in denaro, ma anche a prevedere sanzioni in caso di mancato rispetto di tali regole e che tali sanzioni non debbano necessariamente limitarsi alle sanzioni pecuniarie ma possano consistere anche in sanzioni accessorie come quella adottata nel caso in esame".

È quanto si legge nella sentenza - visionata da Gioconews.it e disponibile in allegato - con cui la Corte d'Appello di Venezia ha dato ragione al Comune di Verona in un ricorso che la vede opposta ad una società "colpita" dalla sospensione per sette giorni del funzionamento degli apparecchi installati in una delle sue sale giochi per non aver rispettato più volte l'ordinanza in vigore dal 2016, che la consente solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, per un totale di 8 ore al giorno.
Poi, nello stesso anno, la Giunta aveva stabilito gli importi dovuti in caso di trasgressione dell'ordinanza per l'estinzione dell'illecito, disponendo in caso di reiterata violazione la sanzione accessoria della sospensione dell'attività.
 
 
La pronuncia della Corte d'Appello riforma la sentenza del 2017 del Tribunale di Verona che aveva annullato la sospensione dell'attività disposta dal Comune - dopo le reiterate violazioni registrate dalla Polizia municipale e dalla Guardia di finanza - ritenendo che non avesse il potere di prevedere sanzioni per la violazione delle ordinanze sindacali in materia dei orari pubblici servizi diverse dalla sanzione pecuniaria prevista dall'articolo 7 bis del Tuel "in quanto non esiste una norma di rango primario che conferisca all'ente tale potere".
 
 
"La recente introduzione della norma di cui all'articolo 12 del Dl n° 14/2017 che attribuisce al questore il potere di sospendere la licenza di un esercizio pubblico, ai sensi dell'articolo 100 Tulps, anche in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze del sindaco", sottolinea la Corte d'Appello di Venezia, "non porta a diverse conclusioni. Il fatto che anche il questore detenga il potere di sospendere l'autorizzazione di polizia per l'inosservanza degli orari (con riguardo a tutti gli esercizi pubblici, e non solo alle sale giochi) non significa che non vi sia un concorrente potere sanzionatorio del comune, come espressamente previsto dalla legge regionale del Veneto n° 6/15 nello specifico settore degli esercizi ove siano collocati apparecchi per il gioco".
 

Per i giudici quindi "non vi è ragione di disapplicare né l'ordinanza sindacale 15.2.2016 né la delibera della giunta comunale del 23.2.2016. Pertanto l'appello è meritevole di accoglimento e l'ordinanza ingiunzione oggetto di opposizione va confermata"
 
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