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Bolzano, i politici: 'Nostra legge sul Gap modello in negativo'

  • Scritto da Redazione

Al convegno “Liberi di scegliere, basta proibizionismo" a Bolzano i politici locali sono concordi nel chiedere una revisione delle norme provinciali sul Gap. 


Bolzano - “In questa terra e in questa città dove sono consigliere comunale abbiamo molti modelli virtuosi, ma sul gioco siamo un modello negativo assoluto. Nella storia ogni volta che si cerca di vietare si alimenta l’illegalità. Il gioco produce una fonte di introiti per lo Stato molto importante. Creare disoccupazione in questo momento attraverso il proibizionismo é criminale”.


Ne è convinto Gabriele Giovannetti (capogruppo Il Centrodestra Bolzano) che apre la serie di interventi "politici" al convegno “Liberi di scegliere, basta proibizionismo – Sì al gioco lecito, no all’illegalità” organizzato dall’Istituto Friedman in collaborazione con la Federazione Italiana Tabaccai e il Sindacato Totoricevitori Sportivi a Bolzano, oggi, 19 aprile.

 

Dal canto suo Alessandro Huber, segretario dei democratici dell'Alto Adige, evidenzia: “Sono venuto ad ascoltarvi perché anche noi abbiamo votato questa legge. O si decide di andare avanti nascondendo il problema sotto il tappeto, creando dei veri ghetti del gioco, oppure ci occupiamo del gioco in maniera seria tutelando anche le imprese. Dobbiamo trovare il modo di rinvestire in maniera utile i proventi del gioco, nella cura dei giocatori patologici, ma anche nella formazione e nelle opere pubbliche. Proibendo diamo un esempio sbagliato ai giovani.
Bisogna avere il coraggio di dire che sul gioco abbiamo sbagliato, concentrarsi sulle cose serie come il Gap e le imprese, e seguire l'esempio del Pd a livello nazionale”.
 
 
Alessandro Urzì, consigliere regionale del Trentino per Fratelli d'Italia aggiunge: “Anche pochi giorni fa c'è stata una proposta ulteriormente proibizionista in consiglio provinciale, che non é stata approvata soltanto perché esistono processi in corso al Consiglio di Stato. Serve una posizione di mediazione sul tema del gioco, che tuteli le imprese, per garantire la libertà della persona e dell’impresa, é fondamentale. Questa amministrazione provinciale ha fatto la gara dei divieti, che alla fine non aiuta i giocatori. In Alto Adige nel dibattito sul gioco non si é tenuto conto del comparto occupazionale che conta oltre 1.000 posti di lavoro. L’approccio della maggioranza é stato solo proibizionista e medicale, manca una visione complessiva alla politica locale”.


Giusto una battuta per Massimo Bessone (commissario provinciale della Lega): “Sono qui per ascoltare, si approfondisce sempre male e troppo poco il tema del gioco in tutte le sue sfaccettature”.


Sul tema si esprime anche Klaus Ladinser (ex vicesindaco di Bolzano): “Nella nostra terra il gioco è radicato, come amministratore non era mai semplice fare la scelta giusta, ci volevano un po di regole. A suo tempo anche io ho sostenuto una chiusura, ma oggi bisogna trovare una nuova soluzione. Il settore del gioco deve costruire una sua immagine positiva soprattutto per i cittadini, questa è la priorità e il mio invito alla vostra assise è di lavorare su questo e su un confronto e dialogo più aperto possibile. Questo il mio augurio”.
 
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