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Cnr 'Più scommesse che Awp', As.Tro 'Fine allarmismi sul Gap'

  • Scritto da Redazione

Il Centro Studi As.Tro commenta i primi dati sul rapporto Cnr sul Gap che rilevano lo 0,6% di giocatori problematici e la predilezione per le scommesse.

"Il 72,8 percento dei giocatori problematici annovera le scommesse come ambito prediletto di gioco e, secondo l’opinione del coordinatore dell’Espad del Consiglio nazionale delle ricerche - in procinto di pubblicare l’ultimo aggiornamento sul report relativo alla dipendenza da gioco - è la diffusione del telefonino, come strumento di gioco, a dover essere considerato il dato essenziale per le future politiche di contenimento del danno connesso al gioco eccessivo".

Lo sottolinea, in una nota, il Centro Studi As.Tro, commentando le indiscrezioni sul report relativo alla dipendenza da gioco in procinto di essere pubblicato dal Consiglio nazionale delle ricerche nell'ambito del progetto Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs).

 

La ricerca Cnr, prosegue la nota, "traduce in linguaggio scientifico ciò che sul mercato (soprattutto pubblicitario) si avverte già da tempo, ovvero gli incrementi totalizzati dal mondo del betting e dall’online in particolare.
Il 20 percento circa di incremento annuo che realizza il gioco online corrisponde al periodico raggiungimento della maggiore età da parte della cosiddetta 'generazione digitale', la quale, evidentemente, riesce a diventare cliente delle scommesse ‘by smartphone’ poco tempo dopo il suo compleanno".
 
 
Il dato del "calo della 'quota giovanile' tra gli utenti di gioco (- 1,4 milioni di giovani tra i 15 e i 19 anni) attesta l’efficacia del contrasto all’online illegale, evidentemente più accessibile dal telefonino che da pc, confermando la 'scommessa mobile' come l’ambito a maggiore capacità di drenaggio progressivo della spesa di gioco. Questo è il trend di mercato chiaramente fotografato anche dall’analisi del Cnr, che ridetermina la stima complessiva del numero di giocatori in Italia e della componente problematica di essi. Diciassette milioni sarebbero gli italiani che giocano, circa 400mila (lo 0,6 percento degli Italiani) i giocatori problematici, mentre i malati di Gap, ovvero coloro che soffrono (e non solo rischiano di poter soffrire) della dipendenza da gioco patologico, sono una 'aliquota' di questi 400mila, tra i quali vanno annoverati i 13-15.000 censiti/presi in carico dai servizi sanitari per le dipendenze, oltre ad una 'quota' di persone che a tale importante forma di sostegno sanitario non può o non vuole (ancora) accedere. Dal punto di vista comunicativo, la categoria mediatica del 'milione di malati di Gap' è definitivamente relegata nel contesto della disinformazione e dell’allarmismo scientifico", rileva ancora il Centro Studi As.Tro.
 
 
"Dal 2010 ad oggi, grazie alle normative locali, gratta&vinci, scommesse e gioco online hanno progressivamente distanziato il prodotto Awp relegandolo nelle ultime posizioni di preferenza dei giocatori problematici e, quindi, anche dei malati di Gap. Ad incidere nella creazione della dipendenza si affermano ora due convinzioni 'sociali' che emergono dalla ricerca del Cnr (ovvero il controllo sull’esito della puntata sulla base dell’abilità e l’aspettativa di ricchezza come esito della scelta di gioco) sulle quali, evidentemente, in questi anni si è 'poco lavorato' pensando di potersi concentrare solo sul profilo della 'immediatezza e speditezza del gioco' tipica degli apparecchi. Si tratta di convinzioni che, ovviamente, poco si addicono all’apparecchio Awp con vincita massima a 100 euro per partita e con ammontare complessivo di vincite erogabili 'dal ciclo di partite' che caratterizza l’apparecchio, pre-definito per legge e non espandibile da nessuna strategia o abilità", conclude la nota.
 
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