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Jarre: 'Gap, 80 percento giocatori in cura per apparecchi automatici'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Paolo Jarre commenta i dati dello studio Espad e ritiene che documentino "la specifica pericolosità degli apparecchi da gioco".

"Nei Servizi per le Dipendenze italiani oltre l'80 percento dei giocatori in carico per disturbo da gioco d'azzardo ha come gioco problematico l'uso di uno o più apparecchi automatici di gioco. Non che non ci siano anche i dipendenti da Gratta & Vinci o scommesse sportive". Lo afferma Paolo Jarre, della Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d'Aosta, nel commentare i dati della nuova rilevazione 2017 dello studio Ipsad ed Espad sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni in Italia a proposito di pratica del gioco in denaro e nel replicare alle prese di posizione di chi, analizzandoli, ha evidenziato come dagli stessi emerga come sono altre tipologie di gioco, e non Awp e Vlt, a incidere maggiormente sul Gap.

Ma quali sono le risultanze principali dello studio?
Secondo Jarre "La serie storica delle rilevazioni Ipsad (2007, 2011, 2014 e 2017) permette di affermare che la prevalenza del gioco problematico in Italia si è quadruplicata in 10 anni, subendo una crescita costante (0,6; 1,3, 1,6 e 2,4 percento dei soggetti che dichiarano di aver giocato nell'ultimo anno; da 100.000 a 400.000 persone cui va aggiunto il contingente degli ultra 64enni stimabile in circa altre 100.000 persone); parimenti è cresciuto, seppure in misura meno impressionante, il numero delle persone che giocano con un profilo di rischio non trascurabile ('moderato') che nel 2017 raggiunge il milione tra i 15 e i 64 anni; i giochi più popolari nell'intero insieme dei giocatori sono le lotterie istantanee (quasi tre quarti dei giocatori nell'ultimo anno le hanno praticate almeno una volta), seguite dal SuperEnalotto (quasi la metà), dal Lotto e dalle scommesse sportive (poco più di un quarto), 10 e Lotto e Win for Life (13 percento); gli apparecchi automatici sono un gioco di cui solo il 5,9 percento dei giocatori dell'ultimo anno afferma l'utilizzo almeno una volta".

Secondo Jarre, "quest'ultimo dato non è rassicurante come farebbero credere alcune affermazioni ma al contrario molto preoccupante; basta fare qualche semplice conto (approssimato per semplificare il messaggio ma anche facendolo con i dati esatti non cambia il risultato); il 5,9 percento del 42,8 percento (le persone tra i 15 e i 64 anni che dichiarano di aver giocato nell'ultimo anno) di 40 milioni (i residenti in Italia tra i 15 e i 64 anni vuol dire un numero di 1 milione e 10 mila soggetti); a questi, ammesso e non concesso che le persone tra i 65 e gli 84 anni giochino con gli apparecchi come i più giovani (lo fanno ma meno intensamente, soprattutto gli  ultrasettantacinquenni...) arriviamo a un numero stimato massimo di 1,3 milioni di giocatori di New Slot e Vlt".
Quanto spendono "questo 1,3 milioni di persone (solo negli apparecchi, perché in realtà si tratta di soggetti che spesso giocano più giochi)? Il conto è presto fatto. Limitandosi al gioco offline tradizionale la raccolta (giocato) è di circa 50 miliardi e la spesa (perdite) circa 10 miliardi. Questo vuol dire che ogni giocatore di apparecchi automatici di gioco investe annualmente i questi soli giochi la somma di 38.500 euro e ne perde definitivamente 7.700, 640 al mese. I giocatori di tutti gli altri giochi (nell'ultimo anno almeno un gioco), contando anche i soggetti sino a 84 anni sono circa 20,5 milioni; tutti questi investono nel gioco (dato 2017 approssimato) circa 53 miliardi di euro e ne perdono circa 9,5. Questo vuol dire che ogni giocatore di giochi diversi dagli apparecchi automatici di gioco investe annualmente i questi soli giochi la somma di 2.600 euro e ne perde definitivamente 460, 40 al mese. Questa è la differenza, non c'è alcun accanimento contro gli apparecchi ma l'accanimento è quello degli apparecchi (di chi li produce, li gestisce, li noleggia...) ma soprattutto di chi ne ha sdoganato la presenza nel nostro territorio contro quel poco più di 1 milione di persone, spesso già piene di altri problemi".
Jarre afferma che "la specifica pericolosità degli apparecchi è ben documentata in un altro dato della ricerca Ipsad 2017; il rapporto tra la presenza dei vari tipi di giochi nella popolazione generale dei giocatori e in quella dei giocatori problematici è un indice importante dello specifico rischio attribuibile a ciascun gioco; i Gratta e Vinci e il SuperEnalotto sono rappresentati in proporzione analoga tra i giocatori tutti e i problematici (74 percento versus 67,5 percento; 42,5 e 43,4 percento), il Lotto un 30 percento in più tra i problematici (38,3 versus 28,3), Win for Life il doppio, Scommesse sportive e Bingo presenti tra i problematici quasi 3 volte rispetto a tutti i giocatori e gli apparecchi di gioco praticati dai giocatori problematici e patologici oltre 6 volte l'insieme dei giocatori (il rapporto crescerebbe ancora se si confrontassero con quelli che non giocano affatto con apparecchi e non dalla somma di chi ci gioca e chi non ci gioca): 38,1 percento contro 5,9 percento. E' un grossolano errore confrontare il 67,5 percento dei giocatori problematici che usano anche gratta & vinci con il 38,1 che usa apparecchi perché il confronto affinché sia metodologicamente corretto va proposto come sopra".
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