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Tassa 500 milioni: chiesta violazione legittimo affidamento

In Corte Costituzionale l’udienza pubblica sui ricorsi relativi alla tassa da 500 milioni di euro per slot e Vlt prevista dalla legge di stabilità 2015.

Udienza in Corte Costituzionale sulla riduzione del compenso statale per i concessionari e gli altri operatori della filiera, relativa alla cosiddetta tassa dei 500 milioni di euro. Alla Corte spetta valutare se tale norma, che poi è stata abrobata con la legge di Stabilità 2016, sia in linea con i principi costituzionali di ragionevolezze, equità e libertà di iniziativa economica.

Secondo l'Avvocatura dello Stato la legge di stabilità 2016, oltre ad abrogare la norma "dava un'interpretazione sulla ripartizione della tassa. Restava il criterio del numero di macchine da gioco, ma la distribuzione del prelievo doveva essere effettuata proporzionalmente ai compensi di tutta la filiera". Inoltre "il costo sarebbe stato sostenibile".

Secondo i legali dei concessionari a venire meno sono i principi del legittimo affidamento e di proporzionalità.

"Abbiamo insistito sulle questioni di legittimità costituzionale che sono state sollevate, con la violazione del principio del legittimo affidamento, che incide anche sugli investimenti degli operatori esteri in Italia, con un effetto disincentivante. Inolte c'è stata grave disparità di trattamente, dato che lo Stato si è scagliato solo sugli apparecchi da intrattenimento, senza considerare tutto il panel dell'offerta di gioco pubblico. Penso che tra due e tre mesi ci sarà la pronuncia", affema a Gioconews.it Lino Barreca, legale rappresentante di vari concessionari insieme al professore Federico Tedeschini. 

Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con ventidue ordinanze di identico tenore, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 649, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità per il 2015) che dispone - nelle more del riordino della disciplina degli aggi e dei compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori di filiera nell'ambito delle reti di raccolta del gioco - la riduzione delle risorse statali a titolo di compenso per i concessionari e per quanti operano nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi Video Lottery Terminal (Vlt). La norma prevede che i concessionari versino annualmente la somma di 500 milioni di euro, entro i mesi di aprile e di ottobre di ogni anno, ciascuno in quota proporzionale al numero di apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014.

Il giudice rimettente, adito con distinti ricorsi per l’annullamento del decreto di ripartizione dell’onere tra i concessionari, ritiene che la norma censurata presenti dubbi di compatibilità costituzionale rispetto all’articolo 3 della Costituzione con riferimento sia al profilo della disparità di trattamento sia al profilo della ragionevolezza. Viene contestata, in particolare, l’applicazione di un criterio statico di riparto, basato sul numero degli apparecchi, in luogo di un criterio di flusso legato ai volumi di raccolta delle giocate. Il criterio prescelto, differente da quello contenuto nella delega fiscale (art. 14, comma 2, lett. g), della legge n. 23 del 2014), viene ritenuto illogico in quanto presuppone per ciascun apparecchio da intrattenimento la stessa potenzialità di reddito, mentre questa sarebbe ricollegabile a più fattori, e tale criterio potrebbe falsare la concorrenza tra i concessionari. Il giudice a quo, inoltre, sospetta della illegittimità della norma per violazione dell’articolo 41 della Costituzione in quanto lesiva del legittimo affidamento dei concessionari e degli operatori del settore.
 
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