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Curcio (Sapar): 'Serve dialogo concreto e costruttivo con la politica'

  • Scritto da Redazione

Curcio (Pres. Ass. Naz. Sapar) replica alla società LeoVegas e al Ministro Di Maio: 'Il modus operandi dell’occhio non vede cuore non duole non paga'.

 “Leggendo le comunicazioni del ministro Di Maio in risposta all’articolo pubblicato a pagamento dalla società LeoVegas Gaming Ltd, a nome di Niklas Lindahl, managing director Italy, alla quale poi ha replicato il vicepremier, mi preme sottolineare alcuni punti e spunti che entrambi gli interlocutori concordano e divergono, avendo come bersaglio le sole slot machine fisiche". Lo sottolinea il presidente Sapar, Raffaele Curcio, commentando il botta e risposta fra la società di gioco online LeoVegas e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio in merito al Titolo III del Decreto Dignità che vuole vietare qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro.

"Il settore delle Awp o le New Slot dei bar non ha mai fatto pubblicità e l’associazione Sapar, fin dal lontano 2015 quando il precedente governo ha varato i precedenti divieti, era favorevole a limitarne l’uso e l’abuso.

Tornando a quanto esprimono sia il ministro Di Maio che il rappresentante della nota piattaforma di gioco online, che sembrano condividere la questione 'dell’eliminazione delle slot machine fisiche' – prosegue Curcio – visto che secondo Niklas Lindahl 'rappresenta un vero problema nello sviluppo della ludopatia, diversamente dai giochi a distanza che non presentano gli stessi pericoli', vorrei ribadire che il concetto è assolutamente pretestuoso e non veritiero, in quanto le ultime ricerche del Cnr di Pisa e dell’Ipsadr 2017-2018, sottolineano come il maggior pericolo per i giovani sia rappresentato dai giochi online tramite smartphone, così come il fatto che se si gioca isolati e senza contatto con la realtà, allora sarà assai più probabile cadere nella patologia e nella compulsività.

Anche la Caritas di Roma, con lo Studio promosso dall'Ospedale pediatrico Bambino Gesù ha svelato che i ragazzi, essendo abili a maneggiare smartphone e cellulari, scommettono per lo più online scaricando app dedicate o collegandosi ai numerosi siti presenti in rete”.

Prosegue quindi il presidente Sapar: "Niklas Lindahl afferma 'l’online non raccoglie nemmeno lontanamente le spese fatte dai consumatori sulle slot machine fisiche', contraddicendo quanto affermato in precedenza: 'Lo Stato italiano ricava oltre 10 miliardi di euro l’anno sotto forma di gettito fiscale'; appunto il gettito fiscale del gioco online è un ventesimo di quello delle Awp o slot dei bar ovvero 4,7 miliardi avendo la tassazione sull’introdotto, ovvero il 47 percento del gettito fiscale con il 24 percento dei volumi della raccolta. Così come i dati di chi opera nel settore sono esagerati e poco credibili se rapportati al solo gioco on line, certamente il gioco fisico impiega decine di migliaia di persone fra gestori, maestranze ed esercenti dei locali pubblici; una piattaforma on line per la gestione occupa pochissimo personale, mentre beneficerà di altissimi ricavi viste le sponsorizzazioni fra media, Tv e giornali, molto favorevoli all’on line e sempre pronti ad additare come il male assoluto le slot dei bar. Le dichiarazioni dall'amministratore Lindahl sull'eliminazione delle slot nascondono un unico vero messaggio : togliere concorrenza ai siti on line ed alle sale”.

Conclude quindi Raffaele Curcio commentando le dichiarazioni del ministro pentastellato: “Di Maio sostiene che 'il fenomeno principale che voglio debellare con questa norma è l'azzardopatia. Se è vero che le entrate fiscali derivanti dal gioco valgono svariati miliardi, è anche vero che i costi sociali dell'azzardopatia in Italia sono quasi altrettanti'. Non so quali studi il ministro abbia letto visto che secondo una ricerca, svolta da Ce.R.Co. (Centro Studi Ricerche Consumi e Dipendenze), in collaborazione con FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze) si afferma: sono 'sopravvalutati i costi sociali del gioco d’azzardo problematico, per maggiori certezze servono comunque investimenti consistenti nella raccolta di dati ad hoc'.
Nella presentazione della ricerca il direttore del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’università di Milano Bicocca Giampaolo Nuvolati, ha dichiarato che 'sono numerose le controversie riguardo ricerche patologie sul gioco. La domanda che ci si pone è: che cosa costituisce il costo sociale? Esistono alcune ricerche che però si basano spesso su dati di altri Paesi che vengono poi adattati secondo parametri più o meno discutibili alla realtà italiana'.
Se il governo pensa che relegare e ghettizzare il gioco fisico in spazi e luoghi lontani e periferici possa essere la soluzione corretta per risolvere il problema delle patologie legate al gioco, sicuramente è sulla strada sbagliata; per questo è necessario che la nuova classe dirigente si impegni sin da subito ad aprire un tavolo di confronto con gli operatori del settore degli apparecchi da intrattenimento e la Sapar, affinché si trovi nel breve un’intesa che sia equilibrata, che possa tutelare i giocatori e le aziende coinvolte con i loro investimenti e i loro dipendenti”.
“I gestori hanno una propria dignità che va salvaguardata – ricorda Curcio -, per questo il governo ha il dovere morale di tutelare le imprese e le iniziative economiche, a prescindere dal settore in cui operano. Spero vivamente che nel breve possa aprirsi un dialogo concreto e costruttivo con la nuova classe politica”.
 
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