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Easg, Cangianelli: 'Gioco, Italia tra nuove regole e vecchi rischi'

  • Scritto da Amr

Secondo l'esperto Emmanuele Cangianelli il Bel Paese potrebbe regredire verso il gioco illegale: la riforma annunciata dal governo è la via maestra per studiare dei correttivi.

 

Sotto la lente della 12ma European Conference on Gambling Studies and Policy Issues, in programma il 12 settembre a Malta, l'attuale situazione del gambling regolamentato italiano, che verrà esaminato, nel panel dal titolo “Freedom of Choice or Limited Opportunities”, dall'esperto di politiche e management dei giochi pubblici Emmanuele Cangianelli. Un confronto internazionale per rilanciare il modello dei giochi pubblici del quale Cangianelli anticipa a Gioco News i contenuti del suo speech.

 

Qual è l’importanza di una discussione in ambito internazionale sulla situazione del mercato italiano del gambling in questo momento?
“L’European Association for the Studies of Gambling è una sede di confronto internazionale al più alto livello scientifico e multidisciplinare (unendo la prevenzione medica con le tecniche di misurazione sociale e con il marketing): tra le basi comuni di ragionamento c'è la concezione della centralità della regolazione dei prodotti e della distribuzione quale primario intervento pubblico e oggetto, proprio ai fini di regolazione, di studio continuo e approfondito in termini di prevenzione delle dipendenze e di equilibrio tra domanda ed offerta regolamentata. Si è discusso in precedenti edizioni dell’innovatività organizzativa e tecnologica del 'modello italiano'; ora è il momento di discutere specificamente di soluzioni di prevenzione efficaci e sistemiche. I partecipanti ai lavori di Easg hanno una lunga esperienza di analisi e applicazione di politiche di harm reduction, quindi di confronto tra costi e benefici dei modelli organizzativi e di prodotto regolamentati e delle loro potenziali evoluzioni per la tutela di quei consumatori che non sono in condizione di fruire consapevolmente dei prodotti di gambling”.
 
 
Quale quadro del gambling italiano è proposto ai partecipanti alla Conferenza?
“La situazione italiana è particolare: da una leadership organizzativa e tecnologica di reti diffuse ci si pone oggi di fronte al caso di una possibile regressione verso un ritorno all'illegale, quindi alla perdita delle opportunità di prevenzione che il controllo dell’offerta comporta. La situazione attuale è effetto di tentativi sterili di evoluzione delle regole di offerta, dal 2012 in avanti, guidati più da obiettivi parziali che da una visione sistemica del mercato dei giochi pubblici (perché di mercato si tratta!). E oggi questa sterilità regolatoria ha prodotto frutti pericolosi come la difformità di limitazioni locali, delle quali non è dimostrata l'efficacia preventiva delle dipendenze mentre è palese la criticità immediata in termini di difesa del perimetro del gioco regolamentato. Nei prossimi mesi si presenta, secondo le previsioni della legge 96/2018, l’ennesima opportunità di revisione del quadro generale di offerta: in essa si potrà tentare di inserire modifiche adeguate a garantire una nuova stabilità al gioco pubblico, avendo attenzione ad un più elevato livello di prevenzione assieme all’equilibrio economico di settore”.
 
 
Dal confronto con esperienze estere, quali cambiamenti nell'offerta potranno avere successo in Italia? 
“Da alcuni anni in Italia è comunque in corso un confronto nella filiera e tra di essa ed i diversi livelli decisionali politici ed amministrativi. Abbiamo una buona base di studi su esperienze estere e progetti su obiettivi evolutivi, utili a tenere assieme l’auspicata efficacia della prevenzione, la stabilità del perimetro legale (garantendo l'interesse economico di privati a gestire l'offerta secondo regolamentazioni definite) e concorrenza (finora una peculiarità italiana che ha permesso la crescita di un'industria del gioco pubblico). L’obiettivo di regolazione è quello di trovare una via italiana alla prevenzione, diffusa come è diffusa storicamente la distribuzione di gioco in Italia e che consenta l'individuazione dei soggetti da escludere e allontanare dal gioco in denaro (minori, in ogni caso, giocatori patologici e giocatori problematici). Si tratta quindi di ripensare alcune componenti del modello integrato di offerta dei giochi pubblici: certamente è necessario partire dagli apparecchi, che assorbono la maggioranza della spesa. La definitiva adozione della tessera sanitaria per il controllo anonimo dell'età è un passo utile alla prevenzione del (marginale) gioco minorile in questa categoria di prodotti ma l'esperienza internazionale suggerisce anche di modificare i parametri di gioco, per garantire un effettivo intrattenimento, soprattutto sulle Awp (invertendo la tendenza degli ultimi anni di aumento del prezzo di intrattenimento trasferendolo direttamente sui giocatori, per obiettivi fiscali): la riduzione del costo partita e l’aumento della sua durata media possono creare condizioni di gioco meno pericolose per i soggetti più predisposti. Tuttavia, è certamente in una maggiore qualificazione dei punti vendita ed in una tendenziale specializzazione degli esercenti (mantenendo tuttavia una rete ancora strutturata su alcune decine di migliaia di punti vendita) la chiave del miglioramento dell’offerta in termini di prevenzione. In una rete così riorganizzata potrà essere possibile implementare un Registro nazionale di esclusione (da tutti i giochi proposti nel punto vendita) che, gestito tramite le reti telematiche di controllo, possa garantire un filtro efficace per i soggetti a rischio, l'individuazione evidente dei punti che offrono gioco controllato ed una opportunità di comunicazione sociale dell'esigenza di approcci consapevoli e responsabili al gambling. Una seria comunicazione pubblica su questi temi - al posto di una illogica propaganda - è condizione essenziale per garantire informazione ed educazione dei consumatori, aumentando la capacità di autocontrollo dei giocatori responsabili ed intercettando (proprio nei luoghi di gioco) le persone con difficoltà psicologiche tali da non fruire del gambling come un intrattenimento”.
 
 
 
Quali effetti potranno avere innovazioni cosí importanti nel gioco pubblico italiano? 
“Tendenzialmente, qualche ridimensionamento delle dimensioni economiche è da mettere in conto, a fronte tuttavia di una affermata sostenibilità sociale e politica del gioco pubblico. In tal senso è ambigua la previsione della legge 96/2018 dove richiede invarianza di entrate; tale ambiguità andrà risolta completando il ridisegno del mercato italiano con il ripensamento, ormai urgente, del modello organizzativo-concessorio del retail, definendo il quadro delle regole e degli investimenti per il prossimo decennio”.
 
 
Il sistema concessorio è oggi più un vincolo o un’opportunità per l’evoluzione dell’offerta di gioco pubblico? 
“Credo che, proprio come strumento centrale della trasposizione di funzioni pubbliche ad operatori privati, debba essere sfruttato come un’opportunità. È necessario ed improrogabile tuttavia aggiornarne le logiche ed i contenuti, tendenzialmente su due direttrici: l’aumento delle funzioni di controllo tramite le reti telematiche, da un lato e, dall’altro, la revisione delle (attuali) differenti concessioni del retail, andando verso concessioni multiprodotto dotate di flessibilità temporali e geografiche oltre che di forme di coinvolgimento, anche economico, delle realtà locali”.
 

Italia tra nuove regole e vecchi rischi

Secondo Emmanuele Cangianelli il Bel Paese potrebbe regredire verso il gioco illegale: la riforma annunciata dal governo è la via maestra per studiare dei correttivi

Sotto la lente della 12ma European Conference on Gambling Studies and Policy Issues, il 12 settembre, l'attuale situazione del gambling regolamentato italiano, che verrà esaminato, nel panel dal titolo “Freedom of Choice or Limited Opportunities”, dall'esperto di politiche e managemet dei giochi pubblici Emmanuele Cangianelli. Un confronto internazionale per rilanciare il modello dei giochi pubblici del quale Cangianelli anticipa a Gioco News i contenuti del suo speech.

Qual è l’importanza di una discussione in ambito internazionale sulla situazione del mercato italiano del gambling in questo momento?

L’European Association for the Studies of Gambling è una sede di confronto internazionale al più alto livello scientifico e multidisciplinare (unendo la prevenzione medica con le tecniche di misurazione sociale e con il marketing): tra le basi comuni di ragionamento c'è la concezione della centralità della regolazione dei prodotti e della distribuzione quale primario intervento pubblico e oggetto, proprio ai fini di regolazione, di studio continuo e approfondito in termini di prevenzione delle dipendenze e di equilibrio tra domanda ed offerta regolamentata. Si è discusso in precedenti edizioni dell’innovatività organizzativa e tecnologica del 'modello italiano'; ora è il momento di discutere specificamente di soluzioni di prevenzione efficaci e sistemiche. I partecipanti ai lavori di Easg hanno una lunga esperienza di analisi e applicazione di politiche di harm reduction, quindi di confronto tra costi e benefici dei modelli organizzativi e di prodotto regolamentati e delle loro potenziali evoluzioni per la tutela di quei consumatori che non sono in condizione di fruire consapevolmente dei prodotti di gambling”.

Quale quadro del gambling italiano è proposto ai partecipanti alla Conferenza ?
“La situazione italiana è particolare: da una leadership organizzativa e tecnologica di reti diffuse ci si pone oggi di fronte al caso di una possibile regressione verso un ritorno all'illegale, quindi alla perdita delle opportunità di prevenzione che il controllo dell’offerta comporta.
La situazione attuale è effetto di tentativi sterili di evoluzione delle regole di offerta, dal 2012 in avanti, guidati più da obiettivi parziali che da una visione sistemica del mercato dei giochi pubblici (perché di mercato si tratta!). E oggi questa sterilità regolatoria ha prodotto frutti pericolosi come la difformità di limitazioni locali, delle quali non è dimostrata l'efficacia preventiva delle dipendenze mentre è palese la criticità immediata in termini di difesa del perimetro del gioco regolamentato.
Nei prossimi mesi si presenta, secondo le previsioni della legge 96/2018, l’ennesima opportunità di revisione del quadro generale di offerta: in essa si potrà tentare di inserire modifiche adeguate a garantire una nuova stabilità al gioco pubblico, avendo attenzione ad un più elevato livello di prevenzione assieme all’equilibrio economico di settore”.
Dal confronto con esperienze estere, quali cambiamenti nell'offerta potranno avere successo in Italia?
“Da alcuni anni in Italia è comunque in corso un confronto nella filiera e tra di essa ed i diversi livelli decisionali politici ed amministrativi. Abbiamo una buona base di studi su esperienze estere e progetti su obiettivi evolutivi, utili a tenere assieme l’auspicata efficacia della prevenzione, la stabilità del perimetro legale (garantendo l'interesse economico di privati a gestire l'offerta secondo regolamentazioni definite) e concorrenza (finora una peculiarità italiana che ha permesso la crescita di un'industria del gioco pubblico).
L’obiettivo di regolazione è quello di trovare una via italiana alla prevenzione, diffusa come è diffusa storicamente la distribuzione di gioco in Italia e che consenta l'individuazione dei soggetti da escludere e allontanare dal gioco in denaro (minori, in ogni caso, giocatori patologici e giocatori problematici).
Si tratta quindi di ripensare alcune componenti del modello integrato di offerta dei giochi pubblici: certamente è necessario partire dagli apparecchi, che assorbono la maggioranza della spesa. La definitiva adozione della tessera sanitaria per il controllo anonimo dell'età è un passo utile alla prevenzione del (marginale) gioco minorile in questa categoria di prodotti ma l'esperienza internazionale suggerisce anche di modificare i parametri di gioco, per garantire un effettivo intrattenimento, soprattutto sulle Awp (invertendo la tendenza degli ultimi anni di aumento del prezzo di intrattenimento trasferendolo direttamente sui giocatori, per obiettivi fiscali): la riduzione del costo partita e l’aumento della sua durata media possono creare condizioni di gioco meno pericolose per i soggetti più predisposti. Tuttavia, è certamente in una maggiore qualificazione dei punti vendita ed in una tendenziale specializzazione degli esercenti (mantenendo tuttavia una rete ancora strutturata su alcune decine di migliaia di punti vendita) la chiave del miglioramento dell’offerta in termini di prevenzione.

In una rete così riorganizzata potrà essere possibile implementare un Registro nazionale di esclusione (da tutti i giochi proposti nel punto vendita) che, gestito tramite le reti telematiche di controllo, possa garantire un filtro efficace per i soggetti a rischio, l'individuazione evidente dei punti che offrono gioco controllato ed una opportunità di comunicazione sociale dell'esigenza di approcci consapevoli e responsabili al gambling. Una seria comunicazione pubblica su questi temi - al posto di una illogica propaganda - è condizione essenziale per garantire informazione ed educazione dei consumatori, aumentando la capacità di autocontrollo dei giocatori responsabili ed intercettando (proprio nei luoghi di gioco) le persone con difficoltà psicologiche tali da non fruire del gambling come un intrattenimento”.

 

Quali effetti potranno avere innovazioni cosí importanti nel gioco pubblico italiano? 
“Tendenzialmente, qualche ridimensionamento delle dimensioni economiche è da mettere in conto, a fronte tuttavia di una affermata sostenibilità sociale e politica del gioco pubblico. In tal senso è ambigua la previsione della legge 96/2018 dove richiede invarianza di entrate; tale ambiguità andrà risolta completando il ridisegno del mercato italiano con il ripensamento, ormai urgente, del modello organizzativo-concessorio del retail, definendo il quadro delle regole e degli investimenti per il prossimo decennio”.

Il sistema concessorio è oggi più un vincolo o un’opportunità per l’evoluzione dell’offerta di gioco pubblico? 
“Credo che, proprio come strumento centrale della trasposizione di funzioni pubbliche ad operatori privati, debba essere sfruttato come un’opportunità. È necessario ed improrogabile tuttavia aggiornarne le logiche ed i contenuti, tendenzialmente su due direttrici: l’aumento delle funzioni di controllo tramite le reti telematiche, da un lato e, dall’altro, la revisione delle (attuali) differenti concessioni del retail, andando verso concessioni multiprodotto dotate di flessibilità temporali e geografiche oltre che di forme di coinvolgimento, anche economico, delle realtà locali”.

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