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Gestione mafiosa gioco, Cassazione: 'Clan Spada resta in carcere'

  • Scritto da Redazione

La Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per esponenti del clan Spada, indagati per gestione mafiosa di sale e apparecchi da gioco ad Ostia.

“In presenza di gravi indizi di colpevolezza del delitto di partecipazione ad un'associazione mafiosa il giudice non ha un obbligo di dimostrare in positivo la ricorrenza dei 'pericula libertatis', ma deve soltanto apprezzare l'eventuale sussistenza di segnali di rescissione del legame del soggetto con il sodalizio criminale tali da smentire, nel caso concreto, l'effetto della presunzione, in mancanza dei quali trova applicazione in via obbligatoria la sola misura della custodia in carcere. Inoltre, in tema di custodia cautelare in carcere disposta per il reato previsto dall'art.416 bis cod. pen., ai fini del superamento della presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari, non assume rilevanza la distinzione tra mafie 'storiche' e formazioni di nuova costituzione, in quanto in entrambi í casi la presunzione è superata a fronte della prova dell'irreversibile allontanamento dell'indagato dal sodalizio criminale, a prescindere dalla perdurante stabilità dell'associazione”.

 

Queste sono alcune delle motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per Carmine Spada e alcuni appartenenti al clan omonimo, operante ad Ostia, avvalendosi “della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere, tra gli altri, i delitti di omicidio, di estorsione aggravata, di detenzione e porto di armi e di esplosivi, di usura, di incendio e danneggiamento aggravati, di altri reati contro la persona, di traffico di stupefacenti, di attribuzione fittizia di beni, e per acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e, comunque, il controllo di attività economiche (quali l'attività di balneazione sul litorale lidense, di sale giochi e di esercizi commerciali di varia tipologia) di appalti e servizi pubblici, finanziandoli con il prezzo, il prodotto e il profitto dei reati di estorsione, usura e traffico di stupefacenti e per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, avendo i partecipanti all'associazione la disponibilità di armi per il conseguimento delle finalità dell'associazione” .
 
 
I membri del clan Spada risultano indagati, in concorso con altri soggetti, per diversi reati fine, tutti aggravati dal metodo mafioso, fra cui lesioni personali aggravate, compravendita di sostanza stupefacente, tentativo di estorsione, attribuzione fittizia a terzi di società per la gestione di gestione sale giochi sul litorale di Ostia nonché di fornitura e installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento.
 
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