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Emilia Romagna, Lo Massaro (Sapar): 'Gioco, 21mila posti a rischio'

  • Scritto da Redazione

In audizione per la presentazione del Defr dell'Emilia Romagna Andrea Lo Massaro (Sapar) invita consiglieri a considerare effetti della legge sul gioco.

 

“Nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza regionale - Defr 2019 e nella rendicontazione degli obiettivi strategici del Defr 2017, siano stati evidenziati i dati relativi al prossimo triennio che non tengono minimamente conto della situazione che la legge regionale n. 5 del 2013 in materia di giochi, andrà a creare in termini di impatto sul Pil e sull’occupazione della regione Emilia Romagna. Numeri alla mano, questa legge creerà un problema occupazionale per circa 21.000 lavoratori impiegati a diverso titolo nei 7.044 esercizi pubblici ubicati nella suddetta regione, a circa 3.000 lavoratori impiegati in 284 aziende per la gestione di apparecchi da intrattenimento che operano in Emilia Romagna e a 600 lavoratori impiegati in 12 aziende di produzione emiliano romagnole”.

 

Lo ha sottolineato Andrea Lo Massaro, vice presidente vicario dell’associazione nazionale Sapar, intervenuto alla presentazione del Defr (documento di economia e finanza Regionale) dell’Emilia Romagna, presso la sede dell’assemblea legislativa regionale a Bologna.
 
 
Il vice presidente vicario ha quindi ribadito la pericolosità del distanziometro imposto dalla legge n.5/2013, in quanto “determinerà dei ghetti del gioco, senza minimamente risolvere il problema legato al Gap, anzi confinerà il giocatore problematico in aree dedicate. Senza dimenticare che lo stesso si sposterà inevitabilmente verso altre offerte di gioco, spesso anche illegali e quindi fuori controllo”.
 
 
Inoltre, “tale nuova normativa impedisce l’utilizzo delle ticket redemption ai minori, molto in voga in riviera e non da ultimo nei multi cinema e centri commerciali, che vedranno venire a mancare questa fonte di entrate. Mi auguro che la promessa di riordino complessivo del settore giochi inserito nel decreto dignità possa essere un viatico per un’eventuale slittamento dell’attuazione della legge e soprattutto affrontare una volta per tutte la “questione” gioco seriamente e concretamente”, conclude Lo Massaro.
 
 
LA REGIONE PROMETTE NUOVI INVESTIMENTI - Nel corso dell’udienza conoscitiva in merito al bilancio 2019 e pluriennale 2020-2021 della Regione , imprenditori e sindacati hanno espresso il loro sostegno.

Fra i relatori del “pacchetto bilancio”, Gianni Bessi (Pd) ha evidenziato: “La Regione Emilia-Romagna investirà, con risorse proprie, 360 milioni di euro in più nel triennio 2019-2021”.

Gli ha fatto eco l’assessore al Bilancio, Emma Petitti, che ha spiegato come “sia stato possibile programmare questi nuovi investimenti grazie all’accordo con il governo nazionale sull’azzeramento dei tagli, riuscendo ad avere maggiori risorse da destinare ai territori, su sanità, sociale, ambiente, viabilità e trasporti, edilizia pubblica, imprese, ricerca e innovazione”. Petitti ha poi elencato i tre principi cardine della manovra previsionale: “pressione fiscale invariata, contenimento delle spese di funzionamento e, appunto, promozione di politiche d’investimento realizzate in autofinanziamento”. Ha poi delineato le priorità di spesa: “Potenziamento degli interventi sullo stato sociale, attuazione della programmazione collegata ai fondi strutturali, sostegno al sistema produttivo (con particolare attenzione alla montagna), salvaguardia dell’offerta dei servizi del trasporto pubblico, investimenti contro il dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle infrastrutture viarie, incentivi alle politiche culturali, per i giovani e per lo sport, oltre a maggiori risorse sull’ambiente”.

 

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