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Manovra, gli operatori: 'Gioco, tasse e norme locali mix insostenibile'

  • Scritto da Fm e Rf

Gli operatori del gioco pubblico commentano misure su tassazione del gioco pubblico presenti nella bozza definitiva del testo della Manovra al voto del Parlamento.

Dopo la nuova doccia gelata arrivata sul settore del gioco pubblico – con l'aumento del Prelievo erariale unico applicato sugli apparecchi da intrattenimento (sia Awp che Vlt) dell'1,25 percento a partire dal primo gennaio 2019 inserito dal Governo nell'ultima bozza della manovra di Bilancio – non si fanno attendere i commenti degli operatori in vista del voto del Parlamento, raccolti da Gioconews.it.

 

AS.TRO, PUCCI: “PRIMA SALVARE LE AZIENDE" - "Mi sembra chiaramente in linea con quanto fatto da tutti i governi. Parlano di gioco, vogliono abolirlo e poi alla fine tornano sempre lì a mungere una mucca che giorno dopo giorno sta cedendo il passo alle mafie e all'illegalità in generale. È chiaro che dobbiamo analizzare tutto con la massima attenzione ed inserire questo aumento in un quadro più ampio che coinvolge le limitazioni territoriali, l'installazione della tessera sanitaria sugli apparecchi, il progetto di riforma sulle Awpr ed un'offerta illegale che ci sta soffocando”, sottolinea Massimiliano Pucci, presidente dell'associazione As.Tro.
La domanda, a questo punto, è se sono previste iniziative di protesta. "Non credo che servano manifestazioni di piazza, la narrazione populista di questi ultimi anni è stata capace di farci passare per degli untori, scendere in piazza significherebbe fare solo il loro gioco. Altra cosa è fermarci, astenerci dalla raccolta, spiegare alla popolazione che i miliardi che vale il gioco sono miliardi che loro risparmiano in tasse e che grazie al gioco lecito finiscono in servizi per tutti e non nelle mani della criminalità”.
C'è invece la possibilità di un'astensione dalla raccolta? "No, in questo momento il mandato che ho ricevuto dal direttivo mi impone di dare la priorità a quello che continua ad essere il nostro più grande problema: la spoliazione che le nostre aziende stanno subendo da parte di alcuni concessionari. Non faccio una rivoluzione per un aumento effettivo dello 0.25 quando ieri mattina un concessionario mi ha obbligato a sottoscrivere un contratto con un costo rete dell'1.75. Questo non toglie che appoggeremo qualsiasi proposta venga dal settore per uscire da questo tunnel ma ripeto prima vanno salvate le nostre aziende e poi penseremo al settore”, conclude Pucci.
 
 
SAPAR, DISTANTE: “SETTORE DISTRUTTO” – Domenico Distante, presidente dell'associazione Sapar, lancia “un appello” al Governo per fermare questo nuovo aumento, che “distruggerà il settore, portando gli operatori a pagare quasi il 75 percento di tasse, più l'Irap e l'Irpef, mettendo sulla strada dipendenti e indotto”.
In più, il ministro all'Economia, Giovanni Tria, ricorda ancora Distante, "finora non ci ha mai voluto incontrare, nonostante le nostre richieste, e parla del settore senza conoscerlo. Nell'ultima puntata di 'Porta a Porta' poi il ministro Tria ha detto che prenderà i soldi dalle 'macchinette legali, dai videopoker'. Ciò dimostra che legifera su un tema su cui non è informato correttamente. E stiamo parlando della terza industria dello Stato. Perciò, dovrebbe dimettersi".
Distante quindi si domanda: “Come si fa aumentare il Preu di oltre l'1 percento dal primo gennaio? Serve tempo per cambiare e omologare gli apparecchi.
Poi con l'incertezza normativa che c'è, le leggi regionali che con il distanziometro costringono alla chiusura tante attività, non si sa se ci sarà l'opportunità di continuare a lavorare o meno. Mi domando come sia possibile non rendersi conto dei danni che si fanno alle imprese. Perché un aumento dell'1,25 sugli apparecchi, dopo quelli già decisi, e solo dello 0,25 sui gratta e vinci, dove non ci sono l'impiego di personale dedicato, servizi di assistenza, riscossione e trasporto incassi.
Se vogliono distruggere un settore sano lo dicano chiaramente, non capisco se sono in malafede o se sanno davvero quello che scrivono. Il Governo con questo nuovo atto di forza si è messo al sicuro nei confronti della Ue, ma a quale prezzo? – prosegue Distante – Le conseguenze saranno tutte a danno delle piccole, medie imprese e dei suoi occupati, perché oltre alle assurde normative nazionali, a livello regionale si stanno adottando disposizioni limitative della libertà d’impresa, assoggettata a distanziometri e limitazioni orarie assurde. Serve infine salvaguardare la figura del gestore, vincolato da contratti in essere con i concessionari che sono vessatori e limitanti: il governo deve intervenire su di essi perché non è concepibile che un concessionario possa avere la possibilità di rescindere un contratto senza motivazione, cancellando così all’improvviso attività che magari esistono da 40 anni. Servono idee chiare, concrete a tutela delle aziende, degli occupati e dei giocatori. Siamo ancora in tempo per un confronto costruttivo: facciamo appello al governo affinché possa eliminare l’emendamento che darà il colpo di grazia ad un settore già al limite del collasso e instaurare finalmente quel tavolo di confronto e dialogo permanente che ormai chiediamo, invano, da troppo tempo. Noi comunque faremo tutto il possibile, nel rispetto delle leggi, per tutelare le piccole  e medie imprese  e i loro occupati:  per questo chiamo a raccolta tutte le associazioni per fare fronte comune e unirci per la salvaguardia del gestore e dell’occupazione”.
Restando in casa Sapar, arriva il commento del consigliere Raffaele Curcio, fino a poche settimane fa presidente dell'associazione. “Il Governo non è leale con i cittadini e le imprese del settore gioco, le aziende vengono chiamate ancora una volta a sostenere il gettito erariale dello stato , a pochi mesi dagli aumenti programmati già per i prossimi 4 anni, partiti a settembre, non soltanto senza certezze di una pianificazione futura ma oltretutto investendo risorse che non ci sono nel ricambio e aggiornamento degli apparecchi. Ancora una volta il legislatore non è documentato sulle dinamiche e sul funzionamento del settore gioco e della sua filiera, dove anno dopo anno si perdono aziende e posti di lavoro non contando gli investimenti andati in fumo. Tutto questo infischiandosene delle dinamiche aziendali di programmazione e in assenza di una tempistica adeguata. Serve da parte del Governo un atto di responsabilità che renda sostenibile tutto questo, compensando con un ulteriore diminuzione del pay out che copra l’aggiornamento tecnologico degli apparecchi e, considerato i tempi necessari per l’omologa degli apparecchi l’entrata in vigore dell’aumento posticipata di almeno 6 mesi. Il settore chiede a questo governo lealtà e ragionevolezza soprattutto per garantire il gettito ma oltremodo per tutelare le aziende e gli operatori della filiera per far si che possano continuare a garantire e sostenere le entrate dello Stato. Ove tutto ciò non avvenisse in tutto o in parte ritengo che il settore tutto deve mobilitarsi sotto le sigle associative fermando la raccolta o comunque protestando in maniera incisiva”.
 
 
STS, PASTORINO: “COLPITA RETE DI VENDITA - “Questa legge di Stabilità ci regala un aumento su tutti i prodotti che colpirà soprattutto le piccole imprese che lavorano sul territorio. Mi lascia perplesso questa 'battaglia' che colpisce la rete di vendita, l'anello debole della filiera. Ora cercheremo di analizzare quali saranno i contraccolpi dal punto di vista economico”.
Questo il commento di Giorgio Pastorino, presidente di Sts – Sindacato totoricevitori sportivi.
“Ci dobbiamo aspettare una riduzione generale dei compensi, già fermi da 20 anni; onestamente pensavamo che non sarebbero stati toccati. Eravamo pronti a chiederne la revisione verso l'alto ma il Governo li diminuisce ancora.
Perciò, mi sembra complicato riuscire a mantenere in piedi una rete come la nostra, con costi che lievitano e aggi che continuano a scendere in un contesto generale di depressione economica.
Inoltre, mi lasciano perplesso l'aumento del Preu e la possibilità di ridurre il payout, ho paura che tecnicamente non si possa più fare e non sia più conveniente; ci vorranno mesi per cambiare le schede e si tratta di investimenti di 400-500 milioni di euro, quando ancora la rete non ha ammortizzato i costi dell'ultimo cambio di schede.
Mi sembra improbabile l'idea che gli imprenditori possano indebitarsi ulteriormente e mi sembra improbabile che decidano di investire con la scure di un nuovo regolamento o di una nuova ordinanza oraria degli enti locali.
C'è un problema di fondo: questa Manovra non è fatta per disincentivare il gioco ma per far quadrare i bilanci dello Stato, ma lo vedremo quando mancheranno all'appello 10 miliardi di euro.
Ho dei dubbi che si raggiunga lo scopo di avere quei soldi che verranno messi a bilancio.
 
 
AGCAI: “ALZARE PREU SOLO SULLE VLT” - Per Benedetto Palese di Agcai, “diminuendo il payout si rovina il giocatore che invece di perdere il 30 percento perderebbe il 31, quindi è assolutamente da evitare. Invece si potrebbe equiparare la tassazione sull’utile delle Vlt, oggi con il Preu al 6,25 pari al 41,66 dell’utile (6,25 :15=41,66), a quella delle slot, oggi con il Preu al 19,25 pari al 64,16 dell’utile (19,25:30=64,16)
Si potrebbe e dovrebbe quindi alzare il Preu solo sulle Vlt al 9,6 per portarlo pari appunto al 64 percento dell’utile (9,6:15=64). Il Governo incasserebbe così 804 milioni all’anno anziché 574 su una raccolta delle Vlt stimata dagli stessi tecnici di 24 miliardi che ormai supera quella delle slot, stimata a 23 miliardi sempre dagli stessi tecnici.
Ormai il gioco di intrattenimento, grazie alla riduzione delle slot, si è spostato nelle sale Vlt con sommo piacere delle multinazionali. Alcune domande sorgono spontanee: ma perché i tecnici difendono cosi tanto la tassazione sull’utile delle Vlt favorendo le multinazionali dell’azzardo, fregandosene addirittura dei giocatori che verrebbero ancora spremuti dopo che il vecchio governo con il passaggio dal 74 al 70 li ha spremuti di un miliardo e 300 milioni all’anno? E questo governo del cambiamento in questo settore che cambiamento sta apportando? Ma nel contratto di governo non c’è la fuoriuscita di slot e Vlt ? E se il governo continua a poggiare la manovra di fine anno sui giochi,quando riuscirà ad non esserne più schiavo ? Tutto il resto sono solo slogan”. 
 
 
I GESTORI - “Oltre all'aumento sconsiderato del Preu, alle tassazioni a cui andremo incontro e all'incertezza normativa – spiega il gestore Paolo Gioacchini – il vero rammarico è che il legislatore in questa manovra non tenga conto delle restrizioni territoriali con cui i gestori già devono fare i conti. La tassazione insostenibile e l'incertezza della norma sono un mix letale per gli operatori del settore”.
 
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