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Sardegna, Distante (Sapar): 'Bene 5 anni per adeguarsi a legge gioco'

  • Scritto da Redazione

Domenico Distante, presidente di Sapar, commenta nuova legge della Sardegna e chiede istituzione di un tavolo permanente sul gioco legale.

 “La ricezione da parte del consiglio regionale sardo della richiesta presentata da Sapar relativa all’introduzione del periodo transitorio di 5 anni per l’adeguamento delle attività esistenti, rende meno amara l’approvazione del Testo unificato in materia di giochi. Ringrazio tutto il Consiglio per aver in parte accolto le nostre preoccupazioni in merito agli effetti economici e occupazionali che ricadranno sulle piccole e medie imprese di gestione in seguito all’approvazione del provvedimento; spero che questo possa essere un punto di partenza per un dialogo continuo e costruttivo fra associazione e istituzioni. Ringrazio inoltre il presidente della delegazione Sardegna Walter Moro per l’importante lavoro svolto sul territorio e di concertazione con gli amministratori regionali”.

Così Domenico Distante, presidente dell’associazione nazionale Sapar, commenta l’approvazione da parte del consiglio regionale della Sardegna del testo unificato sul gioco patologico
 
“Rimane comunque molta amarezza – prosegue Distante - poiché avevamo chiesto di eliminare dalla discussione del consiglio di ieri il testo sul gioco in attesa della riforma contenuta nel decreto Dignità che prevede l’adozione da parte del Governo, entro 6 mesi dall’entrata in vigore (cioè entro il 14 gennaio 2019), di una riforma complessiva del gioco pubblico nell’ottica della prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, che tenga però conto altresì dell’invarianza del gettito fiscale derivante dal settore. Invece ancora una volta si è ceduto all’utopia del distanziometro come panacea e risoluzione dei problemi legati al gioco patologico. 
Tale misura restrittiva risulta essere solo un criterio arbitrario e irrazionale alla luce degli ultimi rapporti Eurispes e dello studio dell’Istituto superiore della sanità, i quali non evidenziano alcun beneficio determinato dal distanziometro, quanto piuttosto una ghettizzazione degli operatori a beneficio dei clan malavitosi”.
 
Il presidente Sapar quindi conclude: “Colpevolizzare attraverso l’alibi del gioco patologico migliaia di piccole e medie imprese vuol dire distruggere la parte sana del gioco e l’economia del territorio con pesanti ricadute occupazionali. Pertanto, rinnovando nuovamente i ringraziamenti sia al presidente Moro per l’intenso lavoro svolto a tutela delle piccole e medie imprese del territorio, sia a tutto il consiglio regionale per aver concesso il periodo transitorio per le licenze esistenti, chiedo altresì che venga istituito un tavolo permanente sul gioco di Stato, al fine di tutelare le aziende, l’occupazione, la legalità sul territorio e il giocatore”.
 
Il presidente della delegazione Sapar Sardegna, Walter Moro, plaude all’intervento in assemblea del consigliere Antonio Gaia per “la sensibilità dimostrata nei confronti delle problematiche delle aziende di gestione degli apparecchi di Stato e dei loro occupati, che hanno investito sul territorio in un settore legale su concessione statale e per aver compreso l’inutilità, ai fini della tutela del giocatore potenzialmente patologico, del distanziometro”.
 
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