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Piemonte, gli operatori: 'Gioco, a maggio chiusura del 98% dei locali'

  • Scritto da Fm

Dopo il question time al Consiglio del Piemonte sugli effetti della legge sul gioco, gli operatori si confrontano sui dati sull'occupazione forniti dall'assessore Gianna Pentenero.

“Ha ragione l’assessore regionale Pentenero: non ci sono state ondate di licenziamenti nelle aziende di gioco ma la spiegazione va ricercata nella tempistica prevista dalla legge. Prima sono state espulse le slot da bar e tabacchi, dal 20 maggio lo stesso avverrà con le sale: da quel momento, le imprese non avranno più locali da rifornire con gli apparecchi e il 98 percento dei locali dovrà chiudere i battenti mandando a casa i lavoratori”.

È quanto afferma l’avvocato Massimo Piozzi, legale del Centro Studi As.tro, commentando il botta e risposta tra l’assessore all’Istruzione, lavoro e formazione professionale, Gianna Pentenero, e il consigliere Luca Cassiani nella seduta del consiglio regionale del Piemonte di ieri, 19 febbraio.

 

“Con lo stop a bar e tabacchi le aziende si sono indebolite, mentre la raccolta è calata di appena il 3 percento– lo dimostrano i dati che abbiamo consegnato alla Giunta – ed è aumentato il gioco illegale attraverso i 'totem' per il gioco online. Il risultato della manovra sui giochi della Giunta Chiamparino sarà la chiusura di aziende ed esercizi commerciali, il licenziamento di moltissimi lavoratori e il ritorno dell’offerta illegale, accanto ad una ripresa del pendolarismo dei giocatori”, conclude Piozzi.
 
Per l'associazione As.Tro, interviene anche il consigliere Luciano Rossi. “L’assessore al Lavoro ieri ha replicato citando dati sull’andamento degli occupati nelle sale che ancora non sono state colpite dal distanziometro ma che il prossimo maggio dovranno chiudere i battenti e licenziare tutti gli occupati. Di certo non ha tenuto conto delle lettere inviate da molte aziende che hanno già licenziato parte dei loro dipendenti ed in alcuni casi hanno richiesto procedure straordinarie come il Fis (fondo integrativo straordinario). Sono passati sei mesi da quando sono state inviate le richieste di apertura dei tavoli di crisi e ieri ci è stato risposto che riceveremo risposte standard. Questo trattamento è riservato esclusivamente ai dipendenti della filiera del gioco legale, considerati e trattati come lavoratori di serie B. Un atteggiamento ostile mostrato in ogni audizione; manca il confronto aperto, vengono citati dati senza che vengano sottoposti e senza che ci venga data la possibilità di analizzarli. Di certo se l’assessore al lavoro aspetta le comunicazioni di licenziamenti collettivi, possiamo intuire che non ci sarà cura se non quando i pazienti saranno morti”.
 
 
MILESI (SAPAR): “CONFRONTO PER FARE CHIAREZZA” - All'indomani della discussione in consiglio regionale, si registra anche il commento di Alessia Milesi, rappresentante per l'associazione Sapar in Piemonte, raccolto da Gioconews.it.
“A seguito di espressa sollecitazione da parte dell'assessore Pentenero di ufficializzare la crisi del settore del gioco lecito regionale, abbiamo fatto pervenire da parte delle aziende di gestione molte mail di richiesta di apertura dello 'stato di crisi', alle quali non è mai stato dato riscontro.
Il fatto che ci si ostini a dire che il comparto non ha subito e non subirà effetti devastanti sul fronte dell'occupazione dall'approvazione della legge regionale n. 9  del 2016 e soprattutto non ci si renda conto dell'inutilità della stessa sul fronte della lotta alla ludopatia mi fa pensare che a pochi mesi dalle elezioni regionali la giunta tenti di difendere il pessimo operato nel settore.
Si renderanno ben presto conto che le persone e di conseguenza i voti che ruotano intorno al nostro settore sono molto diversi da quelli che loro ipotizzano.
La legge regionale ha creato danni in primis alle imprese di gestione e di produzione, a seguire a messo in crisi gli esercenti di bar, tabacchi e sale insieme a tutti i loro dipendenti e famigliari collegati. Naturalmente si rimane sempre a disposizione dei rappresentanti regionali per un tavolo di confronto che possa portare chiarezza, senso di responsabilità e rispetto del lavoro delle persone coinvolte nel settore del gioco lecito”.
 
 
CASSIANI (PD): “MANCA VOLONTA' POLITICA” – Dopo il question time di ieri, il consigliere Luca Cassiani torna sul tema per Gioconews.it.
“Penso che non ci sia stata la volontà politica di ascoltare il grido delle realtà aziendali che sono entrate in crisi. In Piemonte sono moltissime, e si stimano centinaia di posti di lavoro cessati, dati Inps. Io stesso ho verificato le matricole cessate e i molti licenziamenti dal 2016 ad oggi.
E molti licenziamenti sono in arrivo con l’applicazione del distanziometro anche alle Vlt dal prossimo maggio 2019.
Penso che la Regione debba, anche se ormai il ritardo è grave e colpevole, convocare immediatamente un tavolo di crisi con le rappresentanze delle imprese e dei sindacati, per cercare insieme le soluzioni occupazionali e gli ammortizzatori sociali per affrontare la grave crisi del comparto gioco legale, colpito mortalmente dalle conseguenze della legge regionali n.9/2016. In altre regioni il numero degli occupati della filiera del gioco legale è stato considerato con attenzione e si sono scongiurati i licenziamenti”.
 
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