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Al via Enada, Distante (Sapar): 'Gioco, norma nazionale per tutela filiera'

  • Scritto da Ac

Inizia Enada Primavera, il presidente Sapar, Domenico Distante, torna a chiedere una norma nazionale per tutelare la filiera del gioco.

 

Rimini - Chi la dura la vince, recita un antico adagio, senz'altro ben noto agli addetti ai lavori del gioco pubblico. Abituati a vederne di tutti i colori, e a doverne subire di tutti i colori: di governo in governo e di manovra in manovra. Mai come questa volta, però: con il governo gialloverde che è riuscito addirittura a intervenire (al rialzo) sulla tassazione degli apparecchi da intrattenimento ben tre volte in sei mesi. Oltre ad aver toccato, stavolta, le aliquote di tutti i prodotti di gioco.

Ma, nonostante questo, le aziende italiane resistono, anche nella totale incertezza in cui versa il loro futuro, compromesso non solo dal rialzo della tassazione ma dalla totale mancanza di prospettive, norme chiare e certezze.

Con la consapevolezza che il Governo farebbe volentieri (dichiaratamente) a meno di loro. Eppure, le imprese del gioco tengono duro. Come hanno sempre dimostrato di fare. E anche quest'anno si ritrovano in gran numero all'Enada di Rimini, al via oggi, 13 marzo, per far sentire la propria voce e rivendicare il proprio ruolo di imprese, generatrici di entrate e occupazione. Nonostante tutto.
 
In uno sforzo che non passa certo inosservato, come evidenzia il presidente di Sapar, l'associazione organizzatrice della kermesse, Domenico Distante: “Mi aspetto una fiera importante dal punto di vista espositivo, nonostante le difficoltà del momento che non possono certo sfuggire a nessuno. Auspico però un'ampia partecipazione, anche in termini di pubblico, proprio per via della situazione di crisi in cui si trova il comparto, per dimostrare ancora una volta l'importanza della nostra industria. E il ruolo nel nostro settore, che è ancora vivo e può dare ancora molto al nostro Paese”.
 
 
La fiera, come sempre accade, sarà anche un momento di riflessione e di confronto tra gli addetti ai lavori, per fare il punto sullo stato del mercato e sulle questioni più politiche e istituzionali. “I temi centrali che affronteremo quest'anno – aggiunge Distante - sono quelli di maggiore interesse e attualità: della tutela della filiera e della figura del gestore alle problematiche di natura tecnica e normativa che stanno vivendo le nostre imprese”.
 
Ponendo anche un particolare accento, ora più di prima, al mercato del cosiddetto amusement, cioè quello del puro intrattenimento. “Siamo da sempre convinti della necessità di difendere e tutelare questo segmento del comparto perché rappresenta la nostra storia, le nostre origini e perché è ancora un mercato importante per tante aziende.
 
Importante in questo senso è anche la presenza e la ritrovata partecipazione alla fiera di Euromat, che mostra la propria vicinanza e il supporto diretto nella battaglia che stanno conducendo le imprese, accanto all'associazione, per la difesa di questo settore”.
 
Ma per l'intero comparto del gioco, sia per quello a vincita che per l'amusement, il problema più grande continua a essere quello del territorio. Che rappresenta la priorità assoluta. “Serve una norma nazionale e omogenea su tutto il territorio per sconfiggere e superare la Questione territoriale – spiega ancora il leader Sapar - Prima ancora della tassazione, che comunque rappresenta un fattore altamente critico per le aziende, bisogna risolvere il conflitto tra lo Stato e gli enti locali che rende ormai impossibile operare su gran parte delle regioni italiane e minaccia di far scomparire il gioco legale”.
 
Per questo, la Sapar chiede a gran voce la tutela delle pubbliche e medie imprese, che passa dal riconoscimento della portabilità del nulla osta delle slot, per garantire la possibilità di cambiare concessionario, oltre all'introduzione della tassazione sul margine (“visto che Di Maio – precisa Distante – sostiene che il gioco è immorale ma continua a tassarlo”), e al riconoscimento giuridico della figura del gestore: “Perché siamo presidio di legalità sul territorio e il mantenimento dell'ordine pubblico è garantito proprio dai gestori”.
 
Tutto questo, potrebbe essere riassunto in una sola mossa: cioè il riordino del comparto, promesso dal governo attuale ma non ancora attuato. Ovvero, una riforma, degna di tale nome. “Vogliamo una norma nazionale per poter fare investimenti, tutelare i posti di lavoro dei nostri dipendenti. E chiediamo di essere ascoltati perché finora non lo siamo mai stati”, conclude Distante. E chissà che la fiera non riesca almeno a svolgere un ruolo da megafono per l'industria. Oltre a rendere onore al valore industriale della filiera.
 
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