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Enada, Distante al Governo: 'Gioco, chiudete il settore o fate riordino'

  • Scritto da Ca

Il presidente di Sapar, Domenico Distante, apre Enada Primavera e chiede confonto per riordino del gioco. Il supporto di Jason Frost (Euromat).

Rimini - “Un grande momento di ipocrisia nel settore? Le cose sono due: o i politici non sanno di cosa parlano o sono in malafede. Il governo gialloverde ha fatto tre provvedimenti contro il gioco, aumentando ancora il prelievo fiscale. Allora se il gioco è immorale perché il vicepremier Di Maio non lo vieta? E poi perché solo le slot quando l’online può essere giocato tutto il giorno, 365 giorni l’anno? Noi non vogliamo finanziare quelli che aspettano il reddito di cittadinanza ma vogliamo tutelare i nostri dipendenti, che sono professionisti che lavorano per noi e vogliono continuare a farlo”.

Lo sottolinea Domenico Distante, presidente di Sapar, nel convegno “Lo Stato di crisi delle piccole e medie imprese del settore del gioco di Stato” che ha inaugurato Enada Primavera, organizzato da Sapar, Italian Exhibition Group, Consorzio Fee ed Euromat, oggi, 13 marzo, alla Fiera di Rimini.

 

“Se nel contratto di Governo c’è la mission di togliere tutto perché non farlo subito? E dove sta il riordino dei giochi? Non possiamo continuare ad essere vittime del sindaco di turno. E poi le leggi locali sono tutte contro le Awp ma gli altri giochi? Non sono azzardo? Un altro problema riguarda la portabilità dei nulla osta visto che in questo momento non possiamo cambiare concessionario e ci esponiamo a giochi di potere e rischi per le nostre aziende. La riduzione del payout non è vero che disincentiva il giocatore. Se il gioco fa male allora meglio toglierlo o riordinarlo altrimenti le nostre aziende non sanno cosa fare domani. Ad un nostro dipendente che prende 1650 euro al mese hanno negato un prestito da 10mila euro in banca perché lavora nel gioco di Stato. Ecco il clima che hanno creato. Sono deluso dal presidente di Acadi, Geronimo Cardia. Noi non abbiamo detto che vogliamo pagare ai Monopoli e allo Stato il Preu: vogliamo continuare a pagare al concessionario e non è assolutamente vero quello che ha sostenuto l’amico Geronimo”, afferma ancora Distante.
 
“A livello di dipendenza ci sono 800mila minori che sono malati di alcolismo ma non abbiamo sentito parlare di divieti o di distanze: la droga o l’alcol fa male dappertutto o sbagliamo? A 500 metri il gioco fa male o non fa male? O fa male sempre o deve essere libero. A livello nazionale sono stati trovati meno di 20 casi di minori che hanno giocato nelle sale. Forse il rischio maggiore è online. Parliamo sempre e solo di paradosso e ipocrisia.
Siamo in Emilia Romagna e hanno vietato addirittura le ticket redemption senza neanche sapere come funzionano”, ricorda ancora il presidente di Sapar.
 
L'ultima stoccata è ancora per il vice premier Di Maio: “E il Governo? Luigi Di Maio non ha avuto il minimo rispetto verso di noi e ha mancato all’appuntamento che ci aveva promesso. Abbiamo sollecitato ma non ha risposto nessuno. È una grossa mancanza di rispetto da parte di un rappresentante dei cittadini che dovrebbe ascoltare almeno i lavoratori. I parlamentari 5 Stelle continuano a dire che chiuderanno tutto: che ci dicano come e quando almeno liquidiamo con dignità i nostri dipendenti e noi chiudiamo le nostre aziende”.
 
 
Alla conferenza inaugurale è intervenuto anche Jason Frost, presidente di Euromat, che ha tenuto il suo vertice a Rimini ieri: “È un grande piacere essere qui per me accanto a Sapar e al gioco italiano.
Abbiamo avuto un incontro molto importante del comitato esecutivo Euromat grazie a Domenico Distante che è diventato anche vicepresidente di Euromat.
Penso sia davvero importante che come presidente di Euromat sia presidente di tutti voi. La vostra associazione è stata creata per facilitare il ruolo di tutte le aziende di noleggio e di produzione e non esitate a rivolgerci a noi qualora ci dovesse essere bisogno!”.
 
Paolo Dalla Pria di Sapar Service rimarca il ruolo dell'amusement: “Stiamo lavorando con Sapar, Fee e Euromat di rilanciare l’amusement come settore perché vogliamo solo lavorare e comprendiamo la gravità del momento”.
 
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