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Fit e Sts: 'Cairo Montenotte, ricorso al Tar senza revoca limiti al gioco'

  • Scritto da Redazione

Fit e Sts promettono di ricorrere al Tar se il sindaco di Cairo Montenotte (Sv) non ritirerà l'ordinanza sul gioco che dovrebbe entrare in vigore dal 2 maggio.

“La Fit e il Sindacato totoricevitori sportivi sono dunque pronti a dare battaglia, ancora una volta, all’uso insensato del potere legislativo regolamentare da parte di chi crede di salvaguardare la salute dei cittadini uccidendo un settore economico legale”.

In una nota congiunta, la Federazione italiana tabaccai e il Sindacato totoricevitori sportivi si dicono pronti a fare ricorso contro la recente ordinanza sindacale di Cairo Montenotte che sul modello di Ventimiglia ha vietato il funzionamento degli apparecchi da gioco dalle 7 alle 19.

 

“Cairo Montenotte decide di seguire la strada infausta aperta da Ventimiglia e, con un’ordinanza che entrerà a pieno regime all’inizio di maggio, spegnerà le slot di giorno per consentirne il funzionamento solo nelle ore notturne. La logica – che logica non è – di restituire un’immagine diurna della città scevra da vizi passa dalla provincia di Imperia a quella di Savona con un duplice risultato.
Il primo: che nessuno ne trarrà giovamento. Non i giocatori 'sani' cui verrà meno un’occasione di svago; non i giocatori problematici, che potranno eventualmente consumare la loro dipendenza nella solitudine dei pochi esercizi aperti di notte o, peggio ancora, rivolgendosi all’offerta illegale; non i ricevitori autorizzati di gioco tra cui i tabaccai che lavorano con il sole e alla luce del sole.
Il secondo: che, come già accaduto a Enrico Ioculano, sindaco di Ventimiglia, anche Paolo Lambertini, primo cittadino di Cairo, si vedrà notificare un atto da parte del Tar Liguria cui la Federazione italiana tabaccai ricorrerà immediatamente per ottenere l’annullamento dell’ordinanza. Il ricorso, sul quale l’ufficio legale Fit sta già lavorando, verrà presentato nel caso in cui il sindaco, con un gesto di buon senso, non decida nel frattempo di revocare l’odiosa ordinanza in regime di autotutela”, conclude la nota.
 
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