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Multicanalità, da sfida a realtà: l'evoluzione del comparto e delle slot

  • Scritto da Ac

Il settore del gioco evolve, di pari passo con la tecnologia: così le aziende del “fisico” affrontano la sfida dell'online e della globalizzazione. Per una duplice, nuova sfida, raccontata dai produttori.

Correva l'anno 2015 quando su queste pagine proponevamo il tema della multicanalità come prossima sfida per il comparto del gioco pubblico: in generale e, più in dettaglio, per i produttori di giochi. Una materia che, all'epoca, veniva considerata quasi fantascienza, almeno da una parte della filiera, che pur riuscendo a intravedere l'opportunità, non riusciva a comprenderne la fattibilità. Oppure non si preoccupava ancora di dedicarle troppa attenzione. Anche per via di un impegno già notevole su altri segmenti di mercato già decisamente “capital intensive” e senz'altro impegnativi, sotto tutti i punti di vista. Oggi però, a pochi anni di distanza, la situazione è cambiata notevolmente e il tema della multicanalità rappresenta ormai un vero e proprio trend seguito da molti produttori, grandi e piccoli, già leader nel settore del gioco “terrestre”, ma non solo. Il futuro è dunque arrivato e la nuova frontiera del gaming non è più divisa tra online e fisico, in un processo di integrazione che trova varie forme e declinazioni ma sempre più orientato ad offrire al giocatore un'esperienza complessiva, globale. Multicanale, appunto, se non addirittura “omnichannel”, come dice più di qualcuno.
È evidente dalle strategie intraprese dalle software house e dai fornitori di tecnologia per il gaming che hanno elaborato una serie di processi orientate in questa direzione. Anche per quanto riguarda l’Italia. Anzi, soprattutto per l’Italia, visto che il nostro paese è destinato ancora una volta a svolgere un ruolo primario come una sorta di ‘banco prova’ generale dove mettere in campo e sviluppare le nuove strategie, avendo a disposizione uno dei più sviluppati mercati sia dal punto di vista del retail che da quello dell’online.

Non a caso, anche l'Associazione nazionale dei costruttori di apparecchi da intrattenimento, ha pensato bene di evolvere in una forma più avanguardista denominata Acmi Interactive all'interno della quale, come il nome lascia ampiamente intendere, trova posto una nuova compagine associativa ideale per assistere le aziende costruttrici in tutte le attività di analisi delle tendenze di mercato e nel confronto con le istituzioni.
 
IL NUOVO TREND - “In un mercato del gaming sempre più ibrido perché orientato alla sfida della multicanalità, si amplia sempre di più lo spettro delle competenze richieste alle aziende di produzione e, di conseguenze, cambiano le esigenze della filiera”, spiega il presidente dell'organismo, Roberto Mazzucato. Come pure delle associazioni che la rappresentano. Per questa ragione anche l'Acmi, la storica associazione dei costruttori di apparecchi, ha deciso di ampliare la propria rete di competenza anche ai produttori “virtuosi” che stanno sposando altre opportunità, come quelle offerte dall'online, per affrontare tutte le sfide tecnologiche e di mercato. Un modo di stare al passo con i tempi, concretamente, e di prendere atto di una realtà ormai diffusa e sempre più presente. Sono tante, infatti, le aziende produttrici di apparecchi leader nel nostro paese che hanno già avviato un percorso anche nell'online, sotto varie forme.
 
L'ESEMPIO DI OCTAVIAN - Basti pensare a Octavian Gaming Solutions, la storica azienda Italiana leader nella produzione di contenuti di gioco che (come spieghiamo più in dettaglio nelle pagine seguenti), dopo aver acquisito il 50 percento di WorldMatch, società leader nella progettazione di contenuti di gioco online multichannel e piattaforme, ha annunciato l’ingresso nel capitale sociale di E-Lab Games, e la nascita della nuova realtà societaria Octavian Lab, per proseguire nello sviluppo nel mercato online. 
“Già da tre anni abbiamo deciso di diversificare e spostarci sull'online con un primo investimento sulla forza lavoro, introducendo sviluppatori e designer specializzati nel gaming online. Poi abbiamo attivato una strategia più completa con l'acquisizione di World Match che ci ha permesso di azzerare i tempi, fino a completare la 'nostra' filiera con l'ultima acquisizione”, spiega Simone Pachera, Ceo di Octavian. “Con tutto quello che sta accadendo in Italia era fondamentale fare in modo che il gioco 'fisico' non rimanesse la principale fonte di redditività per l'azienda. E in questo modo abbiamo molte più possibilità di crescita e sviluppo”. Confermando l'interesse sempre più forte nel settore del gaming online che rappresenta il futuro del settore. Su questo, peraltro, sembrano essere tutti d'accordo.
 
I LAVORI DI BAKOO - Primo tra tutti Francesco Gatti, amministratore delegato della software house Bakoo. Che spiega: “L'online non è soltanto il futuro del nostro settore, ma è il futuro dell'intero comparto del gioco pubblico, perché rappresenta il primo tentativo di visione globale, cioè totale, del gioco”. Quello che è sempre mancato, nel gioco, secondo Gatti è “un contesto politico e regolamentare globale che possa consentire una sovra-regolamentazione del settore, in modo da evitare che i singoli mercati potessero essere compromessi da situazioni politiche o contingenze particolari di un singolo stato, in un determinato momento storico. Proprio come è accaduto in Italia, dove siamo passati da un'industria di eccellenza a un settore marginale, perfino inviso all'opinione pubblica. In quello che potremmo definire l'antimiracolo italiano”.
In questo scenario critico l'online apre nuove frontiere, poiché “rappresenta un'opportunità per tutti”, secondo l'ingegnere di Bakoo, in quanto anche la più piccola azienda può avere soddisfazione. Ma la vera sfida è l'internazionalizzazione, perché nell'online la marginalità è molto molto più bassa rispetto a quella del gioco terrestre, quindi per poter stare in piedi un'azienda è costretta a guardare oltre i propri confini nazionali, affrontando nuove sfide e nuovi mercati”. E a livello internazionale, gli italiani non hanno nulla da invidiare ai produttori esteri. Anzi. “Il contenuto italiano, per quanto riguarda almeno la grafica, non è affatto inferiore rispetto a quelle che circolano nel mondo. Anzi, devo dire che la nostra qualità si posiziona su una fascia medio-alta rispetto alle altre”, spiega Gatti, che ha studiato approfonditamente la materia per poi avviare e attuare una propria strategia per entrare sul mercato online: “Abbiamo una collaborazione importante con Novomatic, da circa due anni, attraverso Capecod, che ci permette di essere presenti su tutti i prodotti online attraverso la loro piattaforma. Si tratta di un'esperienza che ci sta dando grandi soddisfazione e ci ha fatto capire le potenzialità concrete del settore”. Al punto da averci preso gusto, visto che Bakoo ha appena lanciato una nuova società, Betbus, partecipata anche dalle altre aziende del centro Italia Center Game e Ricreativo B, che si occuperà di online e non solo di contenuto ma anche dell'infrastruttura, creando una piattaforma proprietaria per la distribuzione diretta di giochi. “In questo modo avremo quindi un canale di distribuzione esterno e un canale diretto privilegiato”, spiega ancora Gatti.
Per quanto riguarda la sfida tecnologica, aggiunge: “La vera sfida per noi produttori è quella di creare contenuti ad hoc per l'online, rispondendo alle esigenze di un giocatore che è del tutto diverso da quello dei locali pubblici. Nell'online la pluralità dell'offerta è esercitata da una fornitura più ricca di contenuti, magari più semplici dal punto di vista del gioco, soprattutto nei bonus, visto che qui funzionano titoli più semplici, per lo più monobonus, ma vengono offerti in un contenitore ampio, insieme a tanti altri, e devi riuscire a distinguerti”.
 
LA SVOLTA DI NAZIONALE ELETTRONICA - A puntare fortemente sul canale online e sull'integrazione è anche Nazionale Elettronica, altro marchio storico del gaming italiano. Motivo per il quale l'azienda ha ingaggiato, ormai qualche mese fa, Diego Mendez, oggi amministratore della società GetBet, che rappresenta la divisione online del gruppo di Faenza. “La chiave del nostro attuale lavoro, prima di tutto, è l'integrazione verticale tra Awp, Vlt, e online”, spiega. “Nei nostri piani ci sono lanci omnichannel per cercare di arrivare sul mercato con un titolo che sia presente contemporaneamente su tutti i segmenti”, rafforzando e rinnovando il ruolo di produttore leader di contenuti nel nostro paese, e non solo. “Abbiamo un piano di sviluppo per i prossimi tre anni, con il primo round di investimenti già realizzato con l'obiettivo primario di arrivare a fine 2019 con almeno 30 titoli”. 
“L'online rappresenta un mercato estremamente dinamico che ci permette di riprendere i titoli storici di Nazionale Elettronica e reinterpretarli trasferendoli online”, spiega ancora Mendez. “Abbiamo una roadmap molto intensa anche perché ci si confronta con grandi competitor e anche molti, quindi il contesto ampiamente competitivo”. Anche secondo Mendez, tuttavia, la sfida è quella dell'ibridazione e della convergenza tra i diversi segmenti, guardando anche all'estero: “Stiamo lavorando per portare i meccanismi tipici delle Awp, mutuandoli, nelle slot online. È un qualcosa che sappiamo fare e possiamo fare con successo. A macao la nostra Black Black, evoluzione del titolo storico Black slot, che ha segnato la storia delle Aep in Italia, ha destato grandissima curiosità anche per il solo fatto di poter vedere un gioco come il Black Jack all'interno di una slot. Qualcosa che noi tendiamo a dare per scontato, ma all'estero non è affatto così ed è qui che dobbiamo lavorare. Con il Made in Italy che approda sui mercati esteri esportando la nostra tradizione a livello internazionale”.
La convergenza tra i diversi segmenti è quindi la chiave di volta per il futuro del gaming, in tutte le direzioni, e un qualcosa di inevitabile: “Credo che negli ultimi anni c'è stato uno scatto tecnologico che sta portando e porterà a un effetto frusta, in virtù del quale la tecnologia utilizzata nell'online verrà spalmata anche sul mercato terrestre”, sostiene Gatti. “Questo è il vero effetto e la nuova declinazione della multicanalità. Se, fino a qualche tempo fa, nel gaming si programmava esclusivamente in flash, perché più congeniale ai sistemi desktop, ora tutto si è spostato su Html5, che meglio si presta con le piattaforme mobili. E questa stessa tecnologia sta ora approdando anche sul gioco fisico”. Ciò significa, dunque, che c'è una convergenza anche nello sviluppo, come spiega anche Mendez: “Tutto quello che facciamo su un segmento, lo facciamo convergere sugli altri. Quindi uno sviluppo fatto nell'online viene trasferito anche su Awp e Vlt perché i benefici che si possono trarre da un canale possano essere condivisi e migrati anche negli altri”. Benvenuti nel futuro.
 
(L'articolo è estratto dalla rivista Gioco News di luglio/agosto, sfogliabile anche online).
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