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Tassa 500 milioni: ultimatum ai concessionari, segnalazioni entro settembre

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Dopo la nota inviata ai concessionari lo scorso 31 luglio, l'Adm lancia l'ultimatum ai concessionari per segnalare gestori inadempienti entro settembre.

Entro la fine del mese corrente le società concessionarie che gestiscono le reti di apparecchi dovranno inderogabilmente segnalare all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli i nominativi dei gestori (o esercenti) che risultano in difetto nei versamenti del cosiddetto “contributo di stabilità 2015”: ovvero, quel prelievo straordinario imposto alla filiera dal legislatore con la legge di Stabilità per il 2015, il quale prevedeva una spartizione delle quote tra i diversi attorni del comparto che aveva portato a diverse interpretazioni (e numerosi contrasti) e a vari ricorsi.

Come noto, dopo la conclusione dell'iter giurisprudenziale che ha portato alle diverse pronunce dei mesi scorsi da parte del Tar del Lazio, l'Agenzia ha sollecitato gli operatori al versamento delle quote mancanti imponendo il recupero delle cifre pendenti tra i vari gestori, segnalando quelli che continuavano a essere inadempienti.
 
Con l'ultima circolare datata 31 luglio 2019, Adm chiedeva un “riscontro urgente” ai concessionari, invitandoli a inviare le liste dei nominativi in modo da poter concludere l'iter amministrativo e adempiere agli obblighi di legge (in ottemperanza all’articolo 1, comma 649, della legge n. 190/2014, alla lettera a), che pone a carico dei concessionari l’obbligo di comunicare i nominativi degli operatori di filiera inadempienti anche ai fini dell’eventuale successiva denuncia all’autorità giudiziaria competente.
 
Ricordando quindi ai concessionari, quale unico interlocutore diretto per l'Agenzia, “il loro compito di trasmettere, secondo le modalità già note, le segnalazioni sia di gestori che di esercenti di cui sia riscontrato l’inadempimento alla disposizione in oggetto”.
 
ULTIMATUM DI ADM - Secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali, però, quando si è giunti alla metà di settembre, l'Agenzia non avrebbe ancora ricevuto nessuna segnalazione da parte degli undici concessionari: o, meglio, da parte dei nove soggetti che risultano ancora non in regola con i versamenti per le ragioni sopra ricordate. Per questo l'Agenzia sta predisponendo una nuova nota di sollecito con la quale chiede alle società concessionarie di provvedere quanto prima, probabilmente non oltre la fine di settembre, all'invio delle liste. Per poi procedere, come richiesto dalla legge, alla notifica dei nominativi presso le Procure della Repubblica di competenza e alla Corte dei Conti.
 
Un passaggio che, come noto, è già avvenuto in passato, cioè all'indomani dell'entrata in vigore della Stabilità e alla scadenza dei termini previsti dalla stessa legge, quando mancavano ancora circa 300 milioni da incassare per lo Stato. Un “buco” per lo più dovuto al contenzioso suscitato dalla norma e che aveva messo in attesa molte società di gestione. Salvo poi arrivare al giudizio definitivo di qualche mese fa che ha dato, sostanzialmente, ragione allo Stato imponendo il versamenti delle cifre dovute ai gestori e, di conseguenza, ai concessionari.
 
IL NUOVO CONTENZIOSO - Anzi, a dirla tutta, sembra essere proprio questo ultimo fatto destinato a riaprire un altro fronte del contenzioso. Quello cioè relativo alle responsabilità. Se, in effetti, l'interlocutore di riferimento dell'Agenzia è unicamente e inevitabilmente il concessionario, che rimane pertanto l'unico destinatario delle comunicazioni ufficiali, la recente giurisprudenza ha però affermato in più riprese che il mancato versamento rende perseguibili i gestori. Anche se la pronuncia del 24 giugno del Tar Lazio ha indicato un profilo di responsabilità in capo al concessionario che, se confermato anche in altri gradi di giudizio, imporrebbe all'amministrazione di avviare procedimenti proprio contro i concessionari, anche se a non pagare dovessero essere stati i gestori.
 
Appare quindi inevitabile che i concessionari ricorreranno in appello rispetto a tale pronuncia che verrà quindi sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato andando a prolungare inevitabilmente l'iter generale del processo. Anche perché, dal lato opposto, anche i gestori che non hanno ancora saldato le proprie quote sembrano intenzionati a procedere con i ricorsi.
 
Intanto, però, l'amministrazione deve comunque rispettare gli obblighi di legge: almeno quelli espliciti. Come, appunto, le segnalazioni dei gestori. Dopo i precedenti dossier consegnati a procura e corte dei conti di qualche anno fa, che contavano oltre 500 gestori, si attende ora di capire a quanto ammonterà l'elenco definitivo delle segnalazioni, che Adm andrà a stilare il mese prossimo, procedendo con l'invio alle autorità competenti. Mentre rimangono da incassare ancora poco meno di 150 milioni di euro dei 500 pretesi dal Legislatore con la legge del 2015.

 

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