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Aumento Preu, comparto del gioco in piazza il 12 e il 17 dicembre

  • Scritto da Redazione

Per scongiurare l'ennesimo aumento del Preu, le associazioni rappresentative del gioco – Agcai e Sapar in testa – scendono in piazza il 12 e il 17 dicembre.

I prossimi saranno giorni decisivi per l'approvazione definitiva delle misure sul gioco contenute nella manovra di bilancio e nel disegno di conversione in legge del decreto fiscale.

Per questo, specie alla luce dell'ennesimo aumento del Preu, portato al 23,9 percento, gli operatori del settore tentano l'ultima carta: scendere in piazza, a Roma.

Giovedì 12 dicembre sarà la volta di Agcai, che invita il comparto all'unità: "Insieme si può vincere. Se poi ci sarà bisogno di ritornare in piazza a brevissimo, non bisogna esitare a farlo. I gestori devono farsi sentire, non c’è tempo da perdere.

Bisogna far capire non solo al Governo ma anche all’opinione pubblica che siamo aziende normali, che non devono essere tassate oltre ogni ragionevole misura per farle chiudere, perché c'è chi pensa che distribuiscano un prodotto statale ritenuto nocivo.
Se il prodotto fa male, il Governo cambi il prodotto e ci dia da distribuire un apparecchio meno pericoloso.
La strada da percorrere non è certamente quella di mettere all’asta dei diritti anche per le slot da bar attraverso un nuovo bando che li dà in concessione al miglior offerente, cosa che di fatto sposterebbe tutto il mercato verso multinazionali straniere.
Bisogna far capire proprio questo: il vero obiettivo è di impoverire il gestore attraverso un tassazione inammissibile affinché lasci volontariamente il mercato. Scendiamo in piazza per tutelare il Made in Italy e siamo sicuri che saremo in tanti e tutti uniti", conclude il presidente Benedetto Palese, invitando ad aderire alla manifestazione anche gli associati Sapar e il presidente Domenico Distante.
 
 
Ma Sapar, per martedì 17 dicembre, ha indetto un'altra manifestazione, sempre a Roma, in piazza Montecitorio.
In rappresentanza del settore oltre a Sapar ci saranno Cni, Agge Sardegna e altre sigle associative: l'obiettivo è richiamare l'attenzine del Governo verso le 5000 piccole e medie imprese di gestione degli apparecchi del gioco di Stato che sono in ginocchio, e le 150mila persone che rischiano il licenziamento "a causa dei continui aumenti della tassazione, ormai non più sostenibili".
 
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