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Fondo Pmi, As.tro chiede chiarimenti a Cassa depositi e prestiti

  • Scritto da Redazione

As.Tro chiede chiarimenti alla Cassa depositi e prestiti e a Mediocredito centrale su agevolazioni previste da legge su accesso al fondo di garanzia a favore per piccole e medie imprese.

"La nostra associazione rappresenta le imprese operanti nella gestione ed installazione di apparecchi per il gioco lecito di cui di cui all’art. 110, comma 6 lettere a e b del Tulps, nonché nella gestione diretta di sale giochi autorizzate ai sensi degli artt. 86 ed 88 del Tulps. Avendo ricevuto da alcuni nostri associati la segnalazione riguardante l’esistenza di ostacoli alla concessione delle agevolazioni previste dalle norme per l'Accesso al fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese (legge n. 662/96), siamo venuti in possesso del modulo per la relativa richiesta".

Lo scrive As.Tro, che illustra la richiesta di chiarimenti in materia inviata alla Cassa depositi e prestiti Spa e a Mediocredito centrale Spa.

 

"Dalla lettura del modulo, con particolare riguardo alle condizioni da autocertificare, apprendiamo [scheda 4 (1/3)] che sono esclusi dal beneficio i 'casinò e le attività equivalenti' e le imprese che esercitano attività di gioco d’azzardo online", scrive As.Tro nella richiesta, auspicando i seguenti chiarimenti: "1) se le attività di esercizio di apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 del Tulps, autorizzate ai sensi degli artt. 86 e 88 del Tulps, rientrino nella fattispecie indicata nella modulistica sotto la voce <> e quindi, in sostanza, se le attività di cui sopra siano escluse dalla concessione dei benefici di cui all’oggetto. Operando le imprese da noi rappresentate nell’ambito del solo c.d. 'gioco fisico', riteniamo invece, già in prima lettura, non riguardarci l’esclusione riguardante le imprese del gioco operanti online.
2) In caso di risposta affermativa chiediamo di indicarci gli atti normativi, di rango primario o secondario, che consentirebbero tale esclusione. Queste richieste vengono formulate sulla base del presupposto che le attività esercitate dalle imprese da noi rappresentate sono svolte sotto l’egida dello Stato, unico soggetto titolare delle attività di gioco (che infatti si svolge nell’ambito di un sistema concessorio) e sotto il diretto controllo della Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Inoltre, le singole imprese svolgono le loro attività in forza di specifiche autorizzazioni di polizia. Si tratta quindi di caratteristiche, tipiche di queste attività, che non consentono la loro equiparazione ad attività del tipo di quelle legate alla vendita di armi, alla pornografia o, addirittura, ad attività del tutto illegali che, comprensibilmente, risultano invece ricomprese nell’elenco delle imprese escluse dalla possibilità di beneficiare dei suddetti finanziamenti".
 
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