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Agcai: 'Regioni chiedano al Governo riaccensione slot dal 3 giugno''

  • Scritto da Redazione

L'associazione Agcai chiede alla Conferenza delle Regioni di spingere affinché il Governo rimetta in funzione le slot in sicurezza in tutti i locali pubblici dal 3 giugno.

"I contagi, i ricoveri e le terapie intensive diminuiscono ogni giorno e quindi tenere chiuse le aziende può essere una misura sproporzionata e dannosa.
Il rischio di contagio può essere limitato e controllato e pertanto è legittimo chiedere al presidente della Conferenza delle Regioni, a tutti i governatori regionali ed al presidente del Consiglio che si facciano portavoce presso il Governo della rimessa in funzione degli apparecchi da intrattenimento e divertimento a vincita limitata (slot del tipo Awp) contingentandone la presenza affinché sia garantita la distanza sociale di almeno un metro fra un giocatore e l'altro".


A chiederlo è l'associazione Agcai, ricordando di aver fatto pervenire a tutti i governatori, all'Agenzia delle dogane e dei monopoli e ai tecnici del ministero dell'economia e delle finanze, una proposta con una data di ripartenza per il 3 giugno, come sta avvenendo per tante altre attività che hanno anche un maggior rischio di assembramento.

"Ci teniamo a precisare che non si può giocare in due ad una slot, quindi il rischio assembramento è molto limitato se non inesistente.
Giocare uno alla volta ad una slot o ad un flipper a distanza di un metro, con la mascherina e disinfettando l'apparecchio alla fine di ogni utilizzo ci sembrano misure sufficienti per garantire una forte limitazione del rischio in tutti i locali pubblici (bar in primis)", prosegue Agcai. "È importante ripartire il 3 giugno, non dimenticandosi delle migliaia di dipendenti in cassa integrazione e delle aziende di gestione, spesso di piccole dimensioni a carattere familiare che stanno attraversando un periodo di difficoltà enorme.
Confidiamo molto in un intervento risolutivo lasciando alle spalle qualsiasi tipo di pregiudizio.
Anche il nostro settore ha il diritto di lavorare e merita dignità e considerazione".
 
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