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Gioco, Tar Sicilia sospende limiti orari Palermo: 'Danni alle imprese'

  • Scritto da Fm

Il Tar Sicilia impone al Comune di Palermo di riesaminare l'ordinanza sul gioco del 2019, poiché i limiti orari potrebbero 'determinare una contrazione del reddito d’impresa' già provato dal Covid.

Un importante precedente per le attività di gioco alle prese con la riapertura dopo tre mesi di lockdown, con tutte le gravi conseguenze economiche del caso, e al tempo stesso con i provvedimenti restrittivi varati dagli enti locali, con le ben note ripercussioni sulla localizzazione e sugli orari di esercizio.

A stabilirlo il Tar Sicilia, che in sede cautelare ha sospeso l’ordinanza sindacale per la limitazione degli orari di Palermo, ritenendo, specie nell’attuale periodo di ripresa post-emergenza Covid, prevalente l’interesse privato ed economico.

Secondo ciò che si legge nella pronuncia, infatti, “Quanto al periculum in mora, la limitazione delle ore di fruizione potrebbe determinare una contrazione del reddito d’impresa che, associata alla crisi economica e sociale da Covid-19, sarebbe difficilmente risarcibile e che, nel bilanciamento con il pur prioritario interesse alla tutela della salute, a tale pregiudizio può farsi fronte ordinando al Comune di Palermo di riesaminare il provvedimento impugnato, tenendo conto anche dei rilievi contenuti nella presente ordinanza, entro sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa, o dalla notificazione a cura della parte interessata se anteriore, della presente ordinanza”.
 
Quindi è stata accolta in parte la domanda di misura cautelare ai fini del riesame presentata dall'associazione Sapar insieme con alcune società di gioco, assistite dagli avvocati Valentina Castellucci e Giorgio Troja, mentre la trattazione nel merito del ricorso è stata fissata per l'udienza pubblica del mese di gennaio 2021.
 
Secondo i giudici amministrativi “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, appare temporaneamente prevalente quello privato a riprendere l’attività imprenditoriale, peraltro, allo stato, con le modalità stabilite, a seguito dell’emergenza da Covid-19, dalla recentissima ordinanza del presidente della Regione Sicilia n. 25/2020”.
 
Appare assistita da sufficiente fumus boni iuris la censura di eccesso di potere per difetto di istruttoria sotto il profilo della necessità che l’esercizio concreto del potere del sindaco di limitazione degli orari dell’attività di gioco soprattutto se disposta per un elevato numero di ore, sia supportata da un’adeguata istruttoria di rilevamento attuale di dati scientifici o statistiche inerenti l’incidenza della diffusione della ludopatia o del gioco d’azzardo patologico nel Comune di Palermo, tali da fare presumere un pericolo per la collettività e, in particolare, per le fasce sensibili, a fronte di una misura incisiva sull’attività lavorativa e d’impresa”, si legge ancora nell'ordinanza del Tar Sicilia.
 
Riguardo alle fissazione delle distanze minime dai luoghi definiti 'sensibili' per l'utilizzo degli apparecchi da gioco e l'ubicazione di sale gioco e sale scommesse, poiché il provvedimento impugnato è destinato a incidere sulle eventuali nuove aperture, allo stato, in assenza di concreti provvedimenti attuativi di diniego o sanzionatori, il paventato danno non è attuale ma solo ipotetico e ciò è sufficiente a determinare in parte qua la reiezione della domanda incidentale di misura cautelare”, proseguono i giudici.
 
ACCOLTO ANCHE IL RICORSO DI RETE GIOCO ITALIANella stessa giornata, il Tar di Palermo ha accolto anche il ricorso proposto da Rete gioco Italia, rappresentata dagli avvocati Alessandro Vaccaro, Daniela Xhaxho e Luigi Fazio Gelata. I legali esprimono grande soddisfazione per il risultato "che accoglie tutte le argomentazioni rappresentate rispetto ad un ordinanza che avrebbe ulteriormente compromesso le già precarie condizioni economiche di un settore, quello del gioco pubblico, compromesso dalle restrizioni sul Covid ed ultimo a tornare alla normalità. Ci auguriamo che le aziende della città che operano nel comparto del gioco legale e che offrono un servizio pubblico per conto dei Monopoli di Stato non debbano più subire irragionevoli restrizioni e continuino ad operare nel rispetto delle regole in un contesto di mercato libero da ogni forma di pregiudizio".
 
LA STORIA DELL'ORDINANZA DI PALERMO - L'ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando era stata varata nel dicembre 2019 in attesa di ulteriori disposizioni regionali, e con l'auspicio che lo Stato procedesse al più presto alla riforma e se possibile alla "cancellazione" del gioco legale.
 
 
I LIMITI PREVISTIL'ordinanza, varata dopo un primo provvedimento "sperimentale" a febbraio dello stesso anno, vietava l’apertura di sale da gioco, sia tradizionali che Video lottery terminal (Vlt), e di spazi per il gioco o l’installazione di apparecchi di cui al comma 6, art. 110, Tulps localizzati a meno di 500 metri misurati secondo il percorso pedonale più breve da: istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili, centri ricreativi, centri sportivi frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semi - residenziali operanti in ambito sanitario o socio - assistenziale. Stabiliendo inoltre che l’orario di esercizio delle sale giochi, degli apparecchi di intrattenimento e di svago con vincita in denaro collocati all'interno di bar, ristoranti, alberghi, rivendite tabacchi, ricevitorie lotto, esercizi commerciali, ecc.) e negli esercizi autorizzati (agenzie di scommesse, negozi di gioco, sale bingo, ecc) fosse fissato dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 19 alle ore 24, di tutti i giorni, festivi compresi.
 
IL COMMENTO DEL SINDACO - "Prendiamo atto del provvedimento del Tar e del richiamo del tribunale alla prevalenza del diritto alla salute". Lo afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nel commentare le ordinanze con cui il tribunale amministrativo ha sospeso la sua ordinanza relativa ai limiti orari al gioco.

"Sarà cura degli uffici fare le necessarie integrazioni e verifiche, anche col supporto di dati sanitari e socio-economici, perché, appunto, la priorità della nostra amministrazione è quella di tutelare la salute ed il benessere dei cittadini che sempre più numerosi sono vittime della dipendenza da gioco d'azzardo che non fa altro che aggravare la crisi di singoli e famiglie", conclude il primo cittadino.

 
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