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Testo legalità Puglia, Consulta: Gioco, norme non violano competenze Stato

  • Scritto da Redazione

Per la Corte costituzionale le previsioni in materia di sale gioco contenute nel Testo unico sulla legalità della Puglia non violano la sfera di competenza legislativa statale.

Le disposizioni impugnate non sono idonee a incidere sull’assetto della competenza statale, poiché le azioni da esse previste attengono alla promozione culturale. Esse, evitando di disciplinare direttamente le modalità di contrasto al crimine organizzato o al gioco d’azzardo, impegnano, infatti, la Regione Puglia alla valorizzazione delle migliori pratiche per la trasparenza, la legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, prevedendo, inoltre, l’adozione di un 'rating di buone prassi' sull’ulteriore uso dei beni confiscati e sul contenimento del gioco d’azzardo, già sperimentate e attuate dagli enti locali. Tale ricognizione, funzionale alla diffusione sul territorio delle esperienze che si ritiene utile valorizzare, non è suscettibile di violare la sfera di competenza legislativa statale di cui all’art. 117, secondo comma, lettera h), Cost”.

Questo si legge nella sentenza con cui la Corte costituzionale “risponde” al giudizio di legittimità costituzionale promosso dal presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso spedito per la notificazione il 30 maggio 2019, su alcuni articoli del Testo unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza (legge della Regione Puglia 28 marzo 2019, n. 14), fra i quali figura anche l'articolo 9, che al comma 2, lettera e) prevede “l'attuazione di iniziative di contrasto al gioco d’azzardo e alla proliferazione delle sale da gioco in aree sensibili delle città”.
 
Secondo il presidente del Consiglio dei ministri tale previsione “invaderebbe  'un campo interamente e analiticamente disciplinato dalla legge statale, sempre in attuazione della competenza esclusiva ex art. 117 c. 2 lett. h), attesa la stretta correlazione intercorrente tra la disciplina del gioco d’azzardo e la prevenzione e repressione della criminalità organizzata'”, ricorda la sentenza.
Ma, per i giudici della Corte costituzionale la questione non è fondata.
 
L'ARTICOLO 9 – Ecco cosa prevede, nella sua interezza l'articolo 9, in cui parla anche di gioco.
Art. 9 Interventi per la promozione di politiche locali per la legalità e il contrasto al crimine organizzato e mafioso “1. La Regione Puglia valorizza il ruolo degli enti locali nel perseguimento degli obiettivi della presente legge e adotta specifiche iniziative per valorizzare e diffondere le migliori politiche locali per la trasparenza, la legalità e il contrasto al crimine organizzato e mafioso. Consiglio Regionale della Puglia 11 2. La Regione istituisce, con apposito regolamento da emanare entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un rating di buone prassi degli enti locali in materia di Antimafia sociale, finalizzato a riconoscere e valorizzare le migliori iniziative attuate dagli enti locali per il perseguimento degli obiettivi della presente legge, con particolare riferimento a: a) pubblicazione dell’anagrafe degli eletti e di altre informazioni tese a garantire la piena trasparenza patrimoniale degli amministratori; b) attuazione, a livello locale, del rating di legalità per le imprese, previsto dal decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività); c) la migliore attuazione delle disposizioni di legge in materia di trasparenza e anticorruzione; d) promozione della conoscenza e del riuso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata; e) attuazione di iniziative di contrasto al gioco d’azzardo e alla proliferazione delle sale da gioco in aree sensibili delle città. 3. La Regione Puglia promuove specifiche azioni formative rivolte ad amministratori, dirigenti e funzionari degli enti locali sui temi della prevenzione e del contrasto civile alle infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa, del riuso sociale dei beni confiscati, della diffusione della cultura della legalità e della responsabilità. In particolare, la Regione Puglia promuove azioni formative rivolte agli agenti di polizia locale per diffondere e implementare competenze specialistiche di lettura e monitoraggio delle dinamiche presenti sul territorio, al fine di accrescere la capacità di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali, volte a diffondere la cultura dell’etica pubblica e a prevenire la corruzione e gli altri reati contro la pubblica amministrazione nell’ambito della programmazione dell’offerta formativa rivolta al personale”.
 
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