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CdS ribalta Tar Lazio: 'Sì a limiti gioco Guidonia, Intesa non attuata'

  • Scritto da Redazione

Il Consiglio di Stato ribalta sentenza del Tar Lazio che dava valore dirimente all'Intesa in Conferenza unificata del 2017, torna valida l'ordinanza di Guidonia Montecelio (Rm).

“La limitazione oraria di otto ore comporta il minor sacrificio possibile per l'interesse dei privati gestori delle sale da gioco in relazione all'interesse pubblico perseguito:  la tutela della salute. Si tratta di misura adeguata perché, pur comportando, certamente, una riduzione dei ricavi, e, in questo senso, un costo per i privati, può essere efficacemente sostenuta mediante una diversa organizzazione dell'attività di impresa”.

Con questa motivazione, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza con cui il Tar Lazio nel 2019 aveva annullato l'ordinanza oraria sul gioco di Guidonia Montecelio (Rm), poiché non seguiva i criteri stabiliti dall'intesa in Conferenza unificata nel 2017, dando ragione al comune laziale.

Una sentenza ritenuta una sorta di "pietra miliare" per gli operatori del gioco ed i loro legali, che aveva fatto da apripista alla messa in discussione di molte ordinanze sindacali in materia.
Ora però i giudici del Consiglio di Stato, che pur hanno riconosciuto il “potere di indirizzo e coordinamento dello Stato in relazione ad un settore che investe in maniera trasversale materie di competenza anche delle regioni”, ritengono che “all’intesa non può riconoscersi ex se, e senza che i suoi contenuti siano recepiti nel decreto ministeriale (non adottato, Ndr), alcuna efficacia cogente”.
 
Nella sentenza quindi si legge: “Va osservato che l’Amministrazione comunale ha in maniera inequivocabile evidenziato un aumento del numero di pazienti affetti da Gap trattati nel territorio comunale (e regionale) nel corso degli anni, e se è vero che, in termini assoluti, non si trattava di numeri elevati, il dato allarmante consisteva proprio nell’aumento progressivo ed ininterrotto. Per convincersene è sufficiente richiamare i dati contenuti nella nota del 1° giugno 2018 (prot. n. QH/31769) elaborata dal dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale della Regione Lazio ove al numero di 82 pazienti trattati nel 2012 (165 nella regione Lazio) corrisponde il numero di 323 del 2017 (613 nell’intera Regione).
In detta situazione l’aumento del numero di esercizi presso i quali risultano collocati gli apparecchi di intrattenimento, come pure l’aumento della raccolta monetaria, non può essere considerato, come sostanzialmente assunto dalle appellanti, un dato ininfluente; esso, invece, dà conto dell’aumento dell’offerta, evidentemente indotta dall’aumento del numero dei giocatori e fa ragionevolmente presumere anche l’aumento tra questi di persone affette da Gap”.
 
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