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Tar Emilia: 'Sala gioco va chiusa, non provata impossibilità di ricollocarla'

  • Scritto da Fm

Il Tar Emilia Romagna rigetta domanda cautelare di una sala gioco e scommesse chiusa ai sensi della legge regionale in materia.

“Non c'è prova dell’impossibilità e/o difficoltà di ricollocare la sala da gioco in discussione, in zone compatibili con la distanza di legge dai luoghi sensibili individuati dai Comuni”.

Così il Tar Emilia Romagna boccia la domanda cautelare presentata da una società contro l'ordinanza di chiusura di una sala giochi e scommesse che aveva in gestione, in applicazione del distanziometro regionale.

Sotto la lente anche la deliberazione della giunta comunale di Granarolo dell'Emilia (Bo), avente ad oggetto “Approvazione mappatura luoghi sensibili presenti sul territorio comunale in applicazione dei criteri definiti dalla Lr Emilia Romagna n. 5/2013 come modificata dall'art. 48 della Lr Emilia Romagna n. 18/2016” e la deliberazione n. 831 del 12 giugno 2017 della giunta regionale dell'Emilia Romagna, intitolata “Modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito (L.R. 5/2013 come modificata dall'art. 48 L.R. 18/16)”.

 

Secondo i giudici amministrativi non sussistono “i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare difettando il necessario fumus boni iuris, tenuto conto dei precedenti giurisprudenziali, anche di questo Tribunale, sulla materia oggetto del contendere” e manca anche “il periculum in mora”.
 
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