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Tar Veneto: 'Gioco, legge regionale non annulla poteri dei Comuni'

  • Scritto da Redazione

Con due ordinanze il Tar Veneto conferma i limiti orari al gioco vigenti a Venezia e Belluno, evidenziando che la legge regionale del 2019 non annulla il potere dei Comuni.

“A differenza di quanto sostenuto in ricorso, non pare che la legge regionale n. 39/2019 abbia obliterato il potere riconosciuto ai Comuni ai sensi dell’art. 50, comma 7, del Tuel” e “nemmeno pare condivisibile l’interpretazione proposta in ricorso dell’Intesa della Conferenza unificata ex art. 1, comma 936, della legge n. 208/2015 e dell’inciso, in essa contenuto, relativamente alle fasce di interruzione del gioco”.

Con queste motivazioni il Tar Veneto ha respinto l’istanza cautelare proposta da una società per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della delibera di giunta regionale del 30 dicembre 2019 sulle limitazioni all’esercizio del gioco, delle modificazioni legislative agli orari degli apparecchi da intrattenimento e del regolamento adottato del Comune di Venezia in materia di giochi nel novembre 2016.

 

“Quanto al periculum, nell’ottica di un bilanciamento dei contrapposti interessi, appare prevalente quello di tutela della salute pubblica perseguito dagli Enti resistenti”, sottolineano i giudici. Quindi, “ad un esame sommario tipico della presente fase del giudizio, non sussistono i presupposti per la concessione della richiesta misura cautelare”.
 
Lo stesso principio espresso in un'altra ordinanza relativa al Comune di Belluno, confermando la possibilità che i Comuni possano aggiungere ulteriori fasce di chiusura. Del resto, è noto, i Comuni possono individuare anche ulteriori luoghi sensibili alla lista di quelli contemplati dalle rispettive leggi regionali, in considerazione delle specificità locali.
 
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