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As.tro al Governo: 'Il gioco è sicuro, rivedere le restrizioni del Dpcm'

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.tro richiama l'attenzione di Governo e Adm sui bassi livelli di rischio delle sale gioco, chiedendo revisione del Dpcm e interventi di sostegno per il settore.

Il settore del gioco pubblico, al quale appartengono le aziende rappresentate da questa Associazione, rientra tra quelli più colpiti dalle misure adottate con il Dpcm del 24 ottobre. Con la sospensione delle attività delle sale giochi, comunque denominate, le aziende del settore vedono ridursi a zero le entrate a fronte di una sostanziale permanenza dei costi fissi. Questo avviene dopo un primo, lungo periodo di chiusura determinato dal lockdown di primavera ed in presenza di costi straordinari sostenuti per l’adeguamento delle misure di sicurezza igienico-sanitaria al fine di renderle idonee a contrastare la pandemia in atto. È evidente che tale situazione non risulta sostenibile per le aziende del settore, come per quelle che operano in settori colpiti nella stessa misura dalle nuove regole, e che molte di queste aziende sin da ora sono nella condizione di non poter più riaprire quando la stretta della pandemia si allenterà. Parliamo di qualche migliaio di aziende e di decine di migliaia di lavoratori e delle relative famiglie”.

 

Inizia così la lettera inviata da Massimiliano Pucci, presidente dell'associazione As.tro, al premier Giuseppe Conte, al ministro Roberto Gualtieri e al sottogretario Pier Paolo Baretta (Mef), al direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli Marcello Minenna per richiamarne l'attenzione sul pesante impatto dell'ultimo Dpcm sul settore del gioco terrestre, chiuso quasi nella sua totalità fino al 24 novembre.
 
“Siamo convinti che di tale situazione codeste Autorità siano consapevoli e che nel drammatico momento che il Paese vive particolarmente difficile sia il compito di chi deve affrontare il grande tema del bilanciamento tra la difesa della salute pubblica e della sopravvivenza economica.
Pensiamo, tuttavia, che se ci si pone nella prospettiva di valutare i livelli di rischio legati alle attività economiche, le nostre aziende siano in grado di garantire, come probabilmente anche altre attività oggi sospese, livelli di sicurezza adeguati alle attuali esigenze.
Ciò non solo per i protocolli previsti e riconosciuti in tutte le Regioni del Paese ai quali le sale si sono uniformate, ma anche per la stessa morfologia delle sale e delle attività che vi si svolgono, che permette con facilità di contingentare gli accessi e mantenere distanze di sicurezza tra i clienti.
E, d’altronde, non vi sono evidenze, per quel che ci risulta, né mediatiche né scientifiche, di episodi di contagio, i cosiddetti focolai, legati ai locali in questione”, rimarca Pucci.
 
“Se quanto rappresentato risponde al vero, chiediamo a codeste Autorità di valutare la possibilità di rivedere le misure adottate, consentendo agli esercizi in parola un periodo di funzionamento giornaliero analogo a quello previsto per altri settori che presentano livelli di rischio non inferiori a quelli delle sale.
In un’ottica del genere siamo pronti a rivedere, anche in senso restrittivo, i protocolli di sicurezza peraltro già ritenuti sufficienti.
Una revisione della regolamentazione appena introdotta nel senso indicato costituirebbe ossigeno per quelle aziende del settore in grado di sostenere la riduzione dei fatturati, comunque inevitabile e che va ad aggiungersi a quella verificatasi dall’inizio della crisi Covid”, prosegue il presidente di As,tro.
 
“Si deve, infine, ribadire con forza che, nel caso in cui le misure adottate non vengano ripensate e si aggiunga un altro mese di inattività a quelli, almeno tre, del lockdown di primavera, il settore del gioco pubblico, uno degli ultimi a riaprire in estate, rientra a tutto titolo tra quelli più colpiti dalla crisi pandemica.
In questo senso non può che beneficiare, come gli altri settori nelle medesime condizioni, degli interventi di sostegno che sono stati preannunciati già dal prossimo mese di novembre e di cui si rappresenta l’estrema urgenza, per scongiurare effetti devastanti sul tessuto economico del settore.
Manifestiamo la nostra immediata disponibilità a qualsiasi forma di confronto“, conclude Pucci.
 
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