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Contributi a fondo perduto a Jerago con Orago, As.tro: 'Non discriminare il gioco'

  • Scritto da Redazione

As.tro scrive al Comune di Jerago con Orago e alla Regione Lombardia chiedendo di non escludere le imprese di gioco dai contributi a fondo perduto legati al Covid-19.

 

Una nuova segnalazione di disparità di trattamento nei confronti delle imprese del gioco lecito, palesemente escluse dalla concessione dei contributi a fondo perduto, in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19, è stata oggetto della lettera inviata As.Tro al sindaco di Jerago con Orago (Varese) Emilio Aliverti, e al comune della provincia di Varese e, per conoscenza, al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Nella missiva, il presidente di Assotrattenimento Massimiliano Pucci evidenzia come nel bando emanato dal Comune "risulta, all’art. 2, la palese esclusione dal beneficio delle aziende del gioco pubblico, le stesse che sono state più penalizzate nel corso della crisi pandemica: le prime ad essere chiuse, le ultime a riaprire, con oltre 200 giorni di inattività, per effetto delle disposizioni volte a contenere il diffondersi della pandemia".

Pucci precisa che "le imprese del gioco di Stato sono state chiuse al pari delle altre attività non reputate essenziali e che gli aiuti erogati dal Governo, sotto forma di ristori, sono stati insufficienti a lenire le difficoltà degli imprenditori, avendo avuto solamente una incidenza dell'appena il 7 percento sui mancati incassi (dato Cgia Mestre)".

Quindi, "posto che l’esclusione delle aziende del gioco pubblico, fatta sulla base di motivi etici, non è di certo un comportamento tipico delle moderne democrazie occidentali", As.tro ribadisce che "la discriminazione viene perpetrata nei confronti di aziende autorizzate, pienamente riconosciute, regolate e controllate dallo Stato che vantano sul territorio nazionale circa 150mila addetti ai lavori e che, inevitabilmente, gli stessi subiranno conseguenze dovute alla mancanza di liquidità delle aziende. Riflessi occupazionali che avrebbero dovuto essere valutati al fine di affrontare la crisi secondo parametri obiettivi e nel rispetto del principio di uguaglianza, come ha espressamente detto il presidente Mattarella secondo il quale “nessuno deve essere lasciato indietro.”

L'associazione si appella dunque al primo cittadino "affinchè faccia quanto necessario, nell’ambito dei suoi poteri riconosciuti dalla legge, per evitare discriminazioni di aziende che operano nella legalità, vista come unico parametro su cui ragionare per elargire contributi a fondo perduto".

 

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