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Apparecchi gioco irregolari, Adm condannata per omologhe erronee

  • Scritto da Redazione

La Corte d’Appello di Roma conferma condanna di Adm a risarcire gestore che ha dovuto dismettere apparecchi rivelatisi irregolari seppur provvisti di omologa degli enti di certificazione.

 

 Oltre 350.000 euro circa tra sorte ed interessi conseguenti la dismissione anticipata e l'acquisto di nuovi apparecchi da gioco, più le spese legali. Questo il risarcimento che l'Agenzia delle dogane e dei monopoli dovrà corrispondere ad un gestore per non essersi sincerata che l'omologazione sancita dagli enti di certificazione fosse corretta, come determinato da una recente sentenza della Corte d'appello di Roma.


Gioconews.it ha contattato uno dei difensori del gestore, l'avvocato Marco Ripamonti, che ha patrocinato la causa unitamente all'avvocato Carlo Lepore


"La causa risarcitoria oggetto della sentenza è stata intrapresa da me e dal bravissimo collega Carlo Lepore nell'interesse di un gestore di apparecchi da gioco che aveva acquistato diversi apparecchi ed aveva riscontrato dei difetti nelle macchine a livello di vulnerabilità rispetto ad azioni intraprese da terzi malintenzionati, con facile svuotamento degli hopper mediante precisi stratagemmi", esordisce Ripamonti.

"Poi, e questo è stato il tema centrale della causa, c'erano anche altre anomalie, più inerenti alle caratteristiche tecniche degli apparecchi, come ad esempio durata della partita, predeterminabilità di certi cicli di vincite, problematiche queste che hanno indotto il nostro assistito a dubitare della regolarità degli apparecchi e a dare corso a dismissioni anticipate rispetto al ciclo medio di durata di una Awp".
 
"Riguardo ai danni abbiamo individuato il soggetto tenuto a risarcirli in Adm, che come ognun sa certifica la conformità del prodotto. Dal punto di vista giuridico, quello che è interessante è che sia stato utilizzato dal giudice anche un elaborato peritale svolto in altro giudizio di accertamento tecnico preventivo su apparecchi riconducibili al medesimo prototipo e aventi le medesime caratteristiche e difetti. Giudizio del quale ci eravamo in precedenza occupati l'avvocato Lepore ed io stesso. Ma il dato fondamentale è che, in poche parole, il tribunale prima e la Corte d'appello poi, hanno affermato che il controllo che Adm compie in fase di omologa non è formale ma sostanziale, ciò significa che anche se Adm ha la facoltà di sviluppare accordi con enti omologatori deve comunque controllare. La responsabilità finale resta sempre ai Monopoli, perché il certificato presuppone in realtà una verifica oggettiva da parte dell'Agenzia stessa. Altro elemento interessante è che la giurisdizione sia stata individuata nel giudice ordinario e non in quello amministrativo, come invece aveva eccepito l'Avvocatura di Stato, trattandosi di un danno extra contrattuale. Infine, personalmente, sono rimasto colpito e gratificato dal fatto che la Corte d'appello di Roma abbia preso in considerazione la sentenza del Tribunale di Venezia sul caso Black Slot, che nove anni fa risolse favorevolmente per i miei assistiti imputati uno dei processi di maggiore rilevanza in materia di Awp e responsabilità sulle omologhe individuando, anche in quel faticoso caso, con controesami da polsini sbottonati, come incombesse sulla amministrazione la oggettiva verifica sulla reale conformità delle schede di gioco".
 


 
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