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Tassa 500 milioni, in Gazzetta Ue domanda pronuncia pregiudiziale

  • Scritto da Redazione

Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda di pronuncia pregiudiziale posta dal Consiglio di Stato alla Corte di giustizia dell’Unione europea  sulla 'tassa dei 500 milioni'.


È stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda di pronuncia pregiudiziale della Corte di giustizia dell’Unione europea  proposta dal Consiglio di Stato in merito alla controversia fra il concessionario Global Starnet Ltd  e la triade formata da ministero dell'Economia e delle finanze, Agenzia delle dogane e dei monopoli, presidenza del Consiglio dei ministri in merito all’annullamento del decreto del gennaio 2015 con il quale il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha dato attuazione alla legge di Stabilità (art. 1 comma 649, della legge 23 dicembre 2014 n. 190) istitutiva della cosiddetta “tassa dei 500 milioni” ed ha quindi definito il numero degli apparecchi di cui stessi riferibili a ciascun concessionario, ripartito il versamento in maniera proporzionale a detto numero di apparecchi e stabilito le modalità del versamento.

Due le questioni pregiudiziali sotto la lente, come si legge sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea: “Se sia compatibile con l’esercizio della libertà di stabilimento garantita dall’articolo 49 del Tfue e con l’esercizio della libera prestazione di servizi garantita dall’articolo 56 Tfue l’introduzione di una normativa quale quella contenuta nell’articolo 1, comma 649, delle legge 190/14, la quale riduca aggi e compensi solo nei confronti di una limitata e specifica categoria di operatori, ovvero solo nei confronti degli operatori del gioco con apparecchi da intrattenimento, e non nei confronti di tutti gli operatori del settore del gioco; se sia compatibile con il principio di diritto europeo della tutela del legittimo affidamento l’introduzione di una normativa quale quella sopra citata, contenuta all’articolo 1, comma 649, della legge 190/14, la quale per sole ragioni economiche ha ridotto nel corso della durata della stessa il compenso pattuito in una convenzione di concessione stipulata tra una società ed un’amministrazione dello Stato italiano”.
 
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