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Bolzano: gioco nel limbo, Trga 'Trattazione ricorsi a luglio 2022'

Il Trga di Bolzano ricorda la 'pendenza' della pronuncia del Consiglio di Stato sulla legittimità del distanziometro provinciale per le attività di gioco e rinvia ricorsi a luglio 2022.

“Si ritiene opportuno, anche al fine di non favorire il proliferarsi di cause innanzi al Consiglio di Stato in un periodo in cui a livello nazionale sono state adottate speciali misure per fare fronte allo smaltimento dell’arretrato, di rinviare la trattazione del presente ricorso all’udienza del 20 luglio 2022”.

Questa la decisione che accomuna i quattro decreti emessi dal Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Bolzano in risposta ai ricorsi presentati da altrettante società contro i provvedimenti con cui il Comune di Bolzano e quello di Ortisei hanno rispettivamente disposto la chiusura immediata di una sala giochi, rigettato la domanda di autorizzazione per l'installazione di Vlt, la richiesta di proroga automatica della licenza  e disposto la decadenza della licenza ex art. 86 Tulps per la vicinanza con un “luogo sensibile”, in violazione della legge provinciale sul gioco.

 

I giudici amministrativi ricordano che ogni ricorso, “al fine di evitare contrasti di giudicati e per economia processuale, è stato più volte rinviato in attesa che il Consiglio di Stato decidesse ricorsi involgenti le medesime questioni di diritto ovvero la legittimità del distanziometro di cui alla legge provinciale 13/1992, ritenuta di portata dirimente per la decisione del presente gravame”.
 
La revocazione a cui si fa riferimento è quella relativa al processo in cui il Consiglio di Stato avrebbe dovuto pronunciarsi sulla decadenza delle autorizzazioni per alcune sale gioco della provincia di Bolzano dopo la sentenza con cui l'11 marzo 2019 aveva negato l'effetto espulsivo della normativa vigente. 
A maggio 2020 si sarebbe dovuta tenere l'udienza di merito ma il Collegio del Consiglio di Stato aveva dichiarato l’interruzione del processo per il decesso del titolare di una delle sale ricorrenti, stabilendo complessivi 120 giorni di tempo per chiedere la riassunzione, termine dopo il quale il tribunale doveva provvedere a fissare una nuova udienza di merito. 
 
La decisione del Consiglio di Stato quindi non è ancora intervenuta, ponendo gli operatori di gioco altoatesino in una specie di limbo, e rendendo difficili progetti ed investimenti che non siano "alla giornata", e finendo al centro di numerosi altri ricorsi, che hanno tutti dato luogo più o meno allo stesso orientamento da parte del Trga.
 
Alla fine di settembre, però, proprio il Consiglio di Stato aveva ribaltato le conclusioni del Tribunale regionale di giustizia amministrativa, decidendo di accogliere il ricorso proposto dal Comune di Bolzano per la riforma dell'ordinanza cautelare con cui - come già fatto nei mesi scorsi - a giugno ha dato ragione al gestore riconoscendo “la configurabilità, nelle more del giudizio, del pericolo di danno grave e irreparabile” determinata dall'intimazione di chiusura dell’esercizio da parte del Comune.
Per i giudici del Consiglio di Stato, infatti, non sussistevano “consistenti elementi di fumus boni iuris alla luce del consolidato quadro giurisprudenziale, costituzionale e amministrativo in tema di legittimità dei distanziometri dai siti sensibili previsti dalla legislazione regionale e delle province autonome” e “sulla base di un bilanciamento degli interessi in conflitto” è prevalente “l’esigenza di protezione delle fasce deboli dal rischio della ludopatia rispetto agli interessi di natura economica prospettati dall’appellato”.
 
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