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Tar conferma ordinanza oraria sul gioco di Desio: 'Limiti ragionevoli'

  • Scritto da Fm

Il Tar Lombardia rigetta ricorso contro ordinanza di Desio (Mb) che interrompe funzionamento apparecchi gioco per tre fasce giornaliere di due ore ciascuna.

“Allo stato attuale delle conoscenze, non sembra irragionevole né sproporzionato imporre limitazioni ad attività economiche riconosciute scientificamente pericolose alla salute, proprio perché non si tratta di introduzione di una sorta di 'proibizionismo', che potrebbe sortire effetti contrari sul piano stesso della tutela della salute, né di divieto generalizzato, ma di regolamentazione in corrispondenza di luoghi particolari e di particolari fasce orarie a più alta fruibilità di esercizi di gioco”.

Lo statuiscono i giudici del Tar Lombardia nella sentenza con cui ritengono “non meritevole di accoglimento” e rigettano il ricorso presentato dal titolare di un bar contro l'ordinanza con cui il sindaco di Desio(Mb) nel 2018 ha limitato l’orario di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro presenti sul proprio territorio, disponendo l’interruzione del gioco per tre fasce orarie giornaliere di due ore ciascuna, decorrenti dalle 9.30 alle 11.30, dalle 16 alle 18 e dalle 21 alle 23.

 

L’ordinanza – evidenzia il Tar - “fa riferimento a quanto accertato dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato circa l’aumento del 6 percento rispetto al 2015 dei giocatori nel territorio di Desio. Questo dato si è ulteriormente incrementato nel corso degli anni, come dimostra la documentazione depositata in giudizio dal Comune. Non si tratta quindi di un dato astratto riferito al fenomeno in termini generici, ma vi è una precisa contestualizzazione in relazione al territorio del Comune di Desio. D’altro canto il ricorrente non offre dati documentali di segno contrario”.
 
I giudici amministrativi quindi ricordano che “il potere del sindaco, a fini di tutela della salute e della quiete pubblica, legittima la adozione di provvedimenti funzionali a regolamentare gli orari delle sale giochi e degli esercizi pubblici in cui sono installate apparecchiature da gioco. La giurisprudenza si è infatti attestata da tempo sul principio secondo cui la previsione di limitazioni orarie è idoneo strumento di lotta al fenomeno della ludopatia (Consiglio di Stato, sez. V 26 agosto 2020 n. 5225, che richiama il proprio precedente 5 giugno 2018 n. 3382). In tale solco si pone l’ordinanza impugnata laddove afferma che 'il contrasto dei fenomeni patologici connessi al gioco compulsivo può essere utilmente esercitato anche attraverso interventi volti e regolare e limitare l’accesso alle apparecchiature di gioco, provvedendo ad una nuova disciplina oraria degli esercizi in oggetto'”.
 
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