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Piemonte e slot nei bar, parte la campagna dei ricorsi contro i dinieghi dei Comuni

  • Scritto da Fm

Molti operatori del Piemonte stanno inviando istanze in autotutela di annullamento dei dinieghi dei Comuni alla reinstallazione delle slot nei bar.

L'assessore al Bilancio del Piemonte, Andrea Tronzano, è stato lapidario: “Le slot non torneranno nei bar”.

Ma, anche se appare chiaro l'intendimento della Giunta - che ha detto sì ad un nuovo disegno di legge in materia , ora pronto a compiere il suo iter nelle commissioni consiliari – non per questo si fermano le rivendicazioni degli operatori del settore.

A quanto pare, infatti, mentre si stanno moltiplicando i dinieghi dei Comuni alle richieste di reinstallazione delle slot nei bar presentate da alcuni esercenti - sulla base dell'interpretazione non aggiornata fornita dalla Regione nelle sue Faq - di pari passo molti operatori stanno inviando istanze in autotutela di annullamento di tali dinieghi, posto che l'interpretazione della Regione dovrebbe essere integrata o cambiata sulla base della pronuncia dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli risalente agli inizi di gennaio, che ha riconosciuto l'iscrizione all'elenco Ries, come una “tra le autorizzazioni ad efficacia ricognitiva che accertano l'esistenza dei presupposti di legge per esercitare una certa attività e costituiscono l'esito di un riscontro di idoneità”. 

Un titolo abilitativo per gli esercenti che installano Awp, quindi, che farebbe rientrare a pieno titolo anche gli esercizi generalisti fra i soggetti che hanno facoltà di reinstallare gli apparecchi se iscritti al Ries prima della legge 9/2016 del Piemonte, quella del distanziometro retroattivo, per intenderci.
 
A fronte di ciò, si è generata una situazione interlocutoria, nella quale i Comuni chiedono alla Regione di chiarire se l'interpretazione è rimasta quella delle prime Faq oppure no, per fronteggiare le azioni legali già in campo e quelle che potrebbero arrivare in futuro.
Il problema ovviamente si pone solo per le richieste di reinstallazione avanzate prima del 31 dicembre, termine ultimo per fare domanda secondo la legge varata nell'estate del 2021.
 
Ma resta comunque un punto essenziale da chiarire. Ci troviamo davanti a soggetti che hanno ricevuto un diniego sulla base di un'interpretazione forse errata delle norme, ed altri che non hanno inviato l'istanza, rifacendosi alla prima interpretazione della Regione e quindi consci che avrebbe avuto un esito negativo.
Da qui la domanda: quale indirizzo va considerato? Quello espresso prima o dopo il parere di Adm?
 
Di certo, gli operatori che hanno ricevuto un diniego dal Comune di riferimento e l'hanno impugnato entro sessanta giorni possono vantare il diritto a reinstallare nella misura in cui il Tar gli darà ragione. Cosa diversa se non hanno impugnato il diniego: non si può certo pretendere che un precedente stabilito per un esercente che ha rispettato i termini di legge possa valere per un altro.
 
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