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Tar Campania: 'No Vlt per società di fatto amministrata da pregiudicato'

  • Scritto da Fm

Il Tar Campania conferma il no ad installazione di Vlt per società di fatto amministrata da un pregiudicato e in un locale troppo vicino a luoghi sensibili.

“Con chiara ed esaustiva motivazione, il provvedimento impugnato dà conto dell’approfondita istruttoria svolta, all’esito della quale è emerso, in base a plurimi indizi, che il soggetto in questione, gravato da numerosi precedenti penali, più volte arrestato, più volte condannato, dichiarato socialmente pericoloso e delinquente abituale, ha sempre rivestito un ruolo attivo nella conduzione dell’attività, come puntualizzato nella precisa ricostruzione dei fatti minuziosamente riportata nelle premesse del provvedimento, con cui si dà conto della circostanza, confermata da plurime testimonianze, che il predetto svolgeva il ruolo di amministratore di fatto della società”.

Lo rileva il Tar Campania nella sentenza con cui respinge il ricorso presentato da una società abilitata all'attività di raccolta delle giocate tramite Vlt contro il rigetto dell’istanza tesa ad ottenere il rilascio della licenza ex art. 88 Tulps per installare questo tipo di apparecchi da parte della Questura di Napoli.

Un diniego doppiamente motivato: la constatazione del ruolo attivo svolto nell’attività della società dall' ex marito di una delle due socie per il 50 percento delle quote sociali, soggetto pluripregiudicato, più volte arrestato e condannato, dichiarato socialmente pericoloso e delinquente abituale; la rilevata violazione del regolamento comunale sull’insediamento delle sale da gioco e sull’installazione dei giochi leciti, nella parte in cui fissa le distanze minime dai luoghi sensibili.
 
Per i giudici amministrativi è infondato anche il secondo motivo in diritto, “con cui parte ricorrente lamenta che l’Amministrazione comunale, nel contestare il mancato rispetto delle prescrizioni sulle distanze delle sale slot dai luoghi sensibili di cui al regolamento comunale (rilevazioni, in tesi di parte, comunque affette da patente difetto di istruttoria), non avrebbe tenuto conto delle norme transitorie del medesimo regolamento, che, appunto prevedevano un differimento di 5 anni dell'entrata in vigore; differimento, in tesi, operante nella specie, avendo la società presentato la propria richiesta di autorizzazione prima dell'entrata in vigore del medesimo Regolamento”.
 
Tale regolamento comunale, evidenzia la sentenza del Tar Campania, però stabilisce che “l’entrata in vigore delle prescrizioni relative alla localizzazione e alle distanze è differita di 5 anni, ma solo per gli esercizi già autorizzati”, al solo fine di consentire alle stesse “di adeguarsi alla nuova disposizione regolamentare più restrittiva, di talché la stessa non trova certamente applicazione nel caso all’esame”.
 
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